gtag('config', 'UA-102787715-1');

Quella volta che John Lennon morì e Ringo Starr rischiò la depressione

Ringo Starr, il celebre batterista dei Beatles, ha ricordato con grandissimo affetto e una, non troppo velata, profonda tristezza la morte di John Lennon. I due erano legati da un rapporto spesso nascosto dai media, più concentrati sulla diatriba tra Lennon e il bassista dei Fab Four Paul McCartney. Ringo Starr era un grande amico del futuro autore di Imagine (e compagno di Yoko Ono) e fu pesantemente colpito dalla sua dipartita.

L’aereo per New York

Era l’8 dicembre del 1980. John Lennon veniva ucciso dalla mano di Mark Chapman, fanatico dei Beatles e personalità piuttosto contorta (da cui è stato anche tratto un film con Jared Leto “Chapter 27“). Contemporaneamente Ringo Starr era in vacanza alle isole Bahamas per godersi un po’ di relax.

Fu in quel momento che seppe della morta dell’ex compagno di band. Lennon veniva ucciso davanti alla sua casa di Manhattan, a New York. Furono i figli di Ringo ad avvisare il padre il quale si sentì dire al telefono: “È morto John“. Mai Ringo avrebbe potuto immaginare una notizia di quel genere, così tragica e triste.

“Non sapevo cosa fare”

Ringo disse immediatamente dopo aver sentito la notizia: “Dobbiamo prendere un aereo“. Così prese un volo per New York e, per sua stessa ammissione, non sapeva cosa fare. Pensò immediatamente a Sean, il figlioletto di Lennon e Yoko Ono. Chiese quindi a quest’ultima: “C’è qualcosa che possiamo fare?“. Yoko lo precedette: “Giocate con Sean, tenete occupato Sean“.

Rischio depressione

Il batterista dei Beatles, sarebbe meglio dire ex-batterista, fu molto scosso da questa notizia. Prese con più serenità la morte dell’altro Beatles, George Harrison, avvenuta i primi anni del 2000 a seguito di una malattia. La dipartita di John Lennon non era venuta per cause naturali, anzi fu un vero e proprio omicidio commesso da un pazzo. Motivo per cui Ringo Starr fu molto vicino ad una condizione di depressione profonda e ciò influenzò profondamente la sua carriera solista.

Questo ha portato alla decisione del batterista di inserire nel suo nuovo album What’s My Name un pezzo interessante, sotto vari punti di vista. È Grow Old With Me il titolo del brano composto da John Lennon e Yoko Ono e che vede, in questa cover di Ringo anche una parte strumentale di George Harrison. Ah dimenticavamo, durante la registrazione in studio anche Paul McCartney ha dato il suo contributo.

Share

Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.