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Red Hot Chili Peppers: rivelati i motivi che hanno ritardato l’uscita del nuovo album

L’uscita del nuovo album dei Red Hot Chili Peppers caratterizza, ormai, più che una semplice indiscrezione. Basti pensare a quelle che sono le ultime dichiarazioni rilasciate dal batterista della formazione statunitense, Chad Smith, il quale ha confermato le voci che erano rimbalzate diverse settimane fa, secondo le quali i Red Hot erano al lavoro per un nuovo album. C’è di più: secondo il batterista l’uscita del nuovo prodotto discografico è stata ritardata da una tragedia avvenuta alla band, che ha rischiato di compromettere tutto.

Il Woolsey Fire e le dichiarazioni di Chad Smith

Il Woolsey Fire è stato un evento distruttivo, o – a volerlo intendere così come l’ha chiamato lo stesso Chad Smith – una vera e propria tragedia, che ha destabilizzato le contee di Los Angeles e Ventura. Al di là della morte di 3 cittadini, l’incendio ha provocato la distruzione di oltre 30mila ettari di terreno, e le investigazioni per scoprire la causa dello stesso sono ancora in atto.

Oltre tutto, l’incendio ha provocato anche un ritardo nell’uscita del nuovo album dei Red Hot Chili Peppers. Il batterista della band, Chad Smith, ha dichiarato a proposito: “Abbiamo iniziato a lavorare su [il seguito di The Getaway] del 2016 , che, per noi, è entrare in una stanza e fare rumore e mettere insieme alcuni appunti. E poi sono arrivati ​​i fuochi. Nella casa in cui stavamo lavorando non c’erano danni, non bruciava, ma non potevamo rientrare. Così ha fermato il nostro [progresso].”

I Red Hot Chili Peppers hanno suonato al Love Sesh di Los Angeles

A proposito di Woolsey Fire, i Red Hot Chili Peppers sono stati impegnati anche nell’ambito di un concerto benefico, tenutosi proprio a Los Angeles in California. La band statunitense – che ha appena annunciato che si esibirà tra le piramidi di Giza –  si è esibita all’evento benefico “Love Sesh” di Los Angeles, in onore delle vittime del tragico incendio.

Chad Smith, parlando a Volume West di SiriusXM, ha dichiarato: “È stato bello. È stato divertente. E’ stata una bella atmosfera, e abbiamo davvero apprezzato tutte le persone che sono venute e hanno pagato un sacco di soldi – non era un biglietto economico. Ma tutto il ricavato va alle persone che hanno sofferto gli incendi, le famiglie e tutto ciò che è coinvolto in ciò. Io e Anthony [Kiedis] viviamo entrambi a Point Dume. Settanta case nel nostro quartiere sono state bruciate. La nostra è stata risparmiata, per fortuna. Quindi [l’evento] era vicino ai nostri cuori e volevamo fare qualcosa. E ha funzionato. Ed è stato divertente.”

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.