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Le 5 canzoni più sottovalutate dei Red Hot Chili Peppers

Quando si parla di band e formazioni leggendarie – che hanno letteralmente fatto la storia della musica – è difficile stilare una classifica delle loro migliori canzoni. Discografie vaste e interessantissime rendono l’impresa pressoché impossibile. D’altro canto, selezionare i brani più sottovalutati delle rockband è a volte più semplice, proprio per lo stesso motivo. Per quanto i fan e gli appassionati conoscano magari ogni canzone rilasciata dai loro beniamini, molti altri ne ignorano alcune – ingiustamente lasciate nell’ombra. Andiamo oggi alla scoperta delle 5 canzoni più sottovalutate dei Red Hot Chili Peppers.

RED HOT CHILI PEPPERS, IL RITORNO DI JOHN FRUSCIANTE

I Red Hot Chili Peppers sono sicuramente tornati nel mirino dell’interesse internazionale da quando – verso la fine del 2019 – Anthony Kiedis e soci hanno annunciato il ritorno del chitarrista John Frusciante. La notizia inaspettata – ma sicuramente graditissima ai fan – è stata preceduta dall’addio di Josh Klinghoffer, che ha servito nella band californiana nei passati dieci anni.

Frusciante del resto è al suo terzo ritorno al fianco di Kiedis, Flea e Chad Smith – dopo un continuo tira e molla iniziato nel 1992, durante il tour in Giappone per l’album Blood Sugar Sex Magik. In quell’anno, i suoi problemi con la droga e la personale difficoltà di accettare la popolarità raggiunta dalla band, spinsero il chitarrista ad allontanarsi dalle scene.

FIRENZE ROCKS 2020, ANNULLATO PER LA PANDEMIA DA COVID-19

I Red Hot Chili Peppers avrebbero fatto il loro ritorno in grande stile – con la formazione più amata dai fan – anche in occasione del Firenze Rocks 2020. Tuttavia, come ormai è tristemente noto, la manifestazione di musica che si tiene alla Visarno Arena nel periodo di giugno, è stata cancellata a causa del dilagare della pandemia da Covid-19.

La necessità di mantenere il distanziamento sociale e di rispettare le restrizioni imposte dai governi nazionali, posticipano la musica dal vivo e i concerti live a data da destinarsi. I fan e il pubblico, entusiasti di vedere di nuovo John Frusciante suonare con i Red Hot Chili Peppers, dovranno avere ancora pazienza.

RED HOT CHILI PEPPERS, LE 5 CANZONI PIU’ SOTTOVALUTATE DELLA BAND

In attesa di tornare ad ascoltare musica ed esibizioni dal vivo e di vedere ancora Anthony Kiedis, Flea, Chad Smith e John Frusciante tutti insieme, andiamo alla scoperta delle 5 canzoni più sottovalutate della band californiana.

DON’T FORGET ME, BY THE WAY, 2002

Iniziano questa breve classifica sui 5 brani più sottovalutati dei Red Hot Chili Peppers, con il brano relativamente recente Don’t Forget Me, del 2002 – estratto dal disco By The Way. I nostri sono al loro ottavo lavoro discografico e decidono di prendere una direzione nettamente diversa rispetto a quella di Californication.

L’album riscuote un grande successo commerciale e di pubblico – presentando un grande apporto in termini di stile e melodia da parte di John Frusciante – ma lascia i vecchi fan con l’amaro in bocca, per la mancanza del funk grezzo delle origini.

AMERICAN GHOST DANCE, FREAKY STYLE, 1985

America Ghost Dance è una traccia estratta dall’album del 1985, Freaky Style – un lavoro prettamente funk, come lo è il marchio di fabbrica dei Red Hot Chili Peppers – che ha visto il decisivo apporto di George Clinton. Lo stesso Clinton che infatti, Flea e John Frusciante hanno inserito nella lista dei brani e degli autori che hanno plasmato il loro modo di suonare.

OUT IN L.A., RED HOT CHILI PEPPERS, 1984

Al terzo posto di questa breve classifica su alcune delle canzoni più sottovalutate dei Red Hot Chili Peppers troviamo Out in L.A. dal disco di debutto omonimo del 1984. Il brano in questione – intriso di suggestioni funk e grezze – è lo stesso che ha fatto conoscere Flea, Anthony Kiedis e soci nei locali e pub malfamati di Los Angeles.

KNOCK ME DOWN, MOTHER’S MILK, 1989

Knock Me Down – presente nell’iconico album del 1989, Mother’s Milk – è un pezzo di svolta nella discografia dei Red Hot Chili Peppers e importante per svariate ragioni.

Innanzitutto è dedicato alla memoria del chitarrista e co-fondatore della band Hillel Slovak, scomparso tragicamente per overdose. Poi, contiene in germe la futura evoluzione musicale e stilistica della band di Anthony Kiedis. E infine, presenta il decisivo e brillante apporto creativo di John Frusciante.

LOVE TRILOGY, THE UPLIFT MOFO PARTY PLAN, 1987

Arriviamo all’ultima posizione di questa classifica sui brani più sottovalutati dei RHCP, con Love Trilogy estratta dall’album The Uplift Mofo Party Plan del 1987. In un lavoro discografico complessivamente melodico, che inizia a regalare ai fan dei pezzi di grande successo, emerge questa Love Trilogy intrisa di suggestioni e generi diversi.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.