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REM: Peter Buck racconta i motivi che hanno portato la band a sciogliersi

I REM, nati ad Athens (Georgia) il 5 aprile del 1980, sono stati una delle band più rappresentative della scena underground e indie. Lo scioglimento della band, avvenuto nel 2011, è stato uno degli eventi che più ha destabilizzato il mondo della musica. Ma quali sono i motivi per cui la formazione statunitense ha deciso di non andare più avanti nel proprio percorso artistico e musicale?

Peter Buck sullo scioglimento dei REM

Questi motivi sono stati spiegati proprio dal chitarrista della band Peter Buck:All’epoca stavamo registrando il nostro ultimo album, Collapse Into Now, e non facemmo alcun comunicato o cose così. Eravamo arrivati ormai al limite e Michael Stipe disse: ‘Penso che dovremmo allontanarci un po’ da tutto questo e so che voi mi capirete’, io gli risposti “per un po’ o per sempre..?” Michael a quel punto guardò Mike, il quale esclamò ‘mi sembra giusto così’. Ecco come è successo.”

Il distacco, come potete immaginare, non fu affatto facile: “Eravamo arrivati al punto in cui ognuno di noi voleva prendere una strada diversa. Non avevamo più intenzione di scrivere brani vecchi di venti anni. Una cosa interessante è che nessuno dei 3 è mai andato in giro a parlarne in qualche talk show o qualche reality. O, comunque, nessuno di noi ha formato un supergruppo o cose del genere.”

Le parole del bassista Mike Mills

Anche Mike Mills, bassista dei REM, ha sempre parlato apertamente senza mai nascondere la verità: “Furono diverse le ragioni che ci portarono alla fine. La prima era che il contratto con la Warner era finito, avremmo dovuto ragionare su cosa fare e, francamente, non ne avevamo alcuna voglia. La seconda era che il music business come noi lo avevamo conosciuto era morto. Tutto sta cambiando e a noi non è che il nuovo faccia impazzire. La terza, invece, era che volevamo essere la prima band della storia a sciogliersi perché voleva farlo e non perché era stata costretta. Volevamo avere il controllo della cosa: stringerci la mano e continuare a essere amici”.

Mills ha anche spiegato che, nonostante la pubblicazione di diversi Unplugged, le opportunità di vedere insieme i REM, anche per un tour, sono pochissime se non nulle: “No, no. Voglio dire, tutto può succedere, anche che domani io sia abbattuto da un meteorite. Ma non c’è nessun piano a riguardo, siamo felici di fare quello che facciamo”.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)