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REM: quella volta che Michael Stipe mise a tacere Donald Trump

Che tra il Presidente Donald Trump e Michael Stipe non scorresse buon sangue era risaputo: i due, più e più volte, hanno avuto degli screzi. In una recente intervista, l’ex REM Michael Stipe ha raccontato di uno dei suoi primi incontri con Trump.

I continui problemi dei REM e Michael Stipe con Donald Trump

A fomentare tali attriti ci ha pensato lo stesso Donald Trump, che durante un comizio ha osato utilizzare il brano dei REM “It’s the End of the World as We Know It (And I Feel Fine)”. E, quando c’è da prendere una posizione, i membri dei REM non si tirano mai indietro: “Sappiamo benissimo che il Presidente Trump continua ad usare i nostri brani duranti i suoi comizi. Stiamo percorrendo tutte le strade legali per impedire ciò.” Ha spiegato il fondatore della band Edward Mills, aggiungendo: “Qualora tutto ciò non fosse possibile, sappiate che non abbiamo mai tollerato l’uso della nostra musica da parte di questo buffone e truffatore. Come band ci teniamo a ricordare che ci sono cose molto più importanti in ballo: tutti noi dovremmo concentrarci sul piano generale e non consentire ai politici di distrarci con le loro chiacchiere.”

Anche Michael Stipe, icona del rock e notoriamente anti repubblicano, ha speso parole non esattamente gentili per il politico, imprenditore e personaggio televisivo statunitense: “Andate a fanculo tutti voi piccoli e miseri uomini assetati di potere e in cerca di attenzioni. Non vi permettete di usare la nostra musica o la mia voce per i vostri sporchi comodi.”

Quella volta che Michael Stipe mise a tacere Donald Trump

L’autore della maggior parte dei testi dei REM, Michael Stipe, in una recente apparizione nel talk show “The Last Show with Stephen Colbert”, ha raccontato del suo primo incontro-scontro con Donald Trump durante un concerto benefico di Patti Smith: “Arrivammo in ritardo allo show e ci ritrovammo in uno spazio VIP affollatissimo. Ad un tratto si avvicinò quest’uomo enorme che sbraitava ad alta voce e alla fine si sedette proprio accanto a noi. Parlò con la sua compagna per tutta la durata dello spettacolo. Fu molto fastidioso e rumoroso, a dir la verità.”

I fatti risalgono verso la fine degli anni ’90 e Stipe, che è sempre stato un uomo senza peli sulla lingua, in quella precisa occasione si sentì in dovere di rimproverare il futuro Presidente degli Stati Uniti: “Mi scusi, ma Patti è una mia amica e lei la deve smettere di chiacchierare. Ma cosa fa? Stia un po’ zitto.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)