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Le più belle canzoni d’amore di Rino Gaetano

Rino Gaetano è stato un cantautore apprezzatissimo. Di recente, moltissimi artisti si sono riusciti per cantare la sua Ma il cielo è sempre più blu, presto diventata un inno per tutti. Nel suo repertorio, il cantautore calabrese ha spaziato dalle canzoni più spensierate a quelle impegnate sempre con un indistinguibile tocco compositivo. Oggi per voi abbiamo selezionato cinque canzoni d’amore di Rino Gaetano che sono tra le migliori nel suo corpus artistico.

A mano a mano

Questo brano è stato scritto effettivamente da Riccardo Cocciante ed è una cover, ma non si poteva non inserirlo. La versione di Rino Gaetano è diversa e spicca per la grande energia che ha conferito al pezzo. Si narra di una storia d’amore, del suo passato, del suo futuro. Sicuramente si tratta di uno dei brani più famosi cantati da lui.

Ma, dammi la mano e torna vicino
Può nascere un fiore nel nostro giardino
Che neanche l’inverno potrà mai gelare
Può crescere un fiore da questo mio amore per te.

Cogli la mia rosa d’amore

Si tratta forse della canzone di Rino Gaetano più citata quando si fa riferimento a quelle con tema l’amore. Il testo è apparentemente semplice, si configura come una ripresa dei classici del genere, in quanto naturalmente la rosa rappresenta il fiore d’amore per eccellenza. E la rosa così diventa simbolo di passione, di felicità, di festa.

Cogli la mia rosa d’amore
Cogli la mia rosa d’amore
Regala il suo profumo alla gente
Cogli la mia rosa di niente
Cogli il suo giorno di festa
Quando l’estate promette di tutto
E quando chi mantiene un sorriso
Cogli questo suo paradiso.

Supponiamo un amore

Con questo brano l’autore ci offre semplicemente una ipotesi di come potrebbe essere la sua vita insieme ad una donna, di come sarebbe stare insieme. Ritrae dei pensieri che tutti almeno una volta hanno, il pensiero di non essere soli, la gioia di avere qualcuno accanto. Quindi il romanticismo qui si tinge di amarezza e malinconia, visto che tutto ciò è solo mera supposizione.

Supponiamo un amore
Che non voglio, che vuoi tu?
Solo davanti a un bicchiere
Mi aspetteresti la sera
Supponendo un amore
Che non voglio, che vuoi tu?
Supponiamo un mattino
Tu ti alzi e ami me
E che il tempo non passi
Che non vivi senza me.

I tuoi occhi sono pieni di sale

In questa canzone si riprende la metafora tra donna/amore e natura così presente nei testi del cantautorato, così come nella letteratura. La donna rappresenta qui la bellezza della terra, del mare, della vita stessa. Si chiude con una riflessione interessante: Di quel sale che a pensarci ti vien voglia di pensare. 

Amo il sale della terra amo il sale della vita
Amo il sale dell’amore amo il sale che c’è in te
I tuoi occhi sono pieni di sale
I tuoi occhi sono pieni di sale.

Ancora insieme

Canzone dal testo colto e profondo. Infatti, presenta un riferimento alla mitologia greca, per essere precisi al mito di Arianna. L’amore qui è qualcosa che permette alla persona di fare qualsiasi cosa, di vincere tutti, di unire stagioni e fiumi. Così con una serie di metafore l’autore palesa tutta la sua gioia di vivere.

Prenderò un cappello nuovo
E un profumo senza odore
Farò l’equilibrista
Nel labirinto del suo amore
Mi porterò un filo
E come Arianna lo seguirò
Per perdermi e trovarmi ancora.

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Laureata in lettere moderne e laureanda in Filologia moderna. Siciliana doc, scrittrice, ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.