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Rino Gaetano: La storia della sua ultima apparizione a due giorni dalla morte

La carriera di Rino Gaetano fu tanto breve quanto brillante. In pochissimi anni, il cantautore riuscì a rivoluzionare il modo di fare musica in Italia. Ad oggi, le scene musicali nostrane risentono ancora profondamente del suo straordinario contributo. L’opera di Rino Gaetano fu delle più prestigiose, ma la sua storia affascina ancora oggi le persone per il mistero della sua morte, avvenuta a Roma il 2 giugno del 1981, quando aveva appena trent’anni. Rino visse i suoi ultimi giorni dedicandosi alla musica e, la sua perdita, scioccò l’intera industria musicale italiana. Il 31 maggio dell’81, infatti, Rino apparve in televisione, cantando E Io Ci Sto.

Quella, sarebbe stata l’ultima volta che si sarebbe concesso al suo pubblico. Inoltre, in quel lasso di tempo, Gaetano incise alcune canzoni insieme ad Anna Oxa; tra queste, Il leone e la gallina, scritta da Mogol e Battisti. Rino morì in un incidente stradale il 2 giugno di quell’anno, ma già l’8 gennaio aveva rischiato la vita in auto a causa di un fuoristrada che viaggiava contromano e che spinse la sua macchina contro il guardrail. Allora si gridò al miracolo, visto che il cantautore rimase incredibilmente illeso, mentre l’auto venne distrutta. Poco dopo, Gaetano decise di acquistare la vettura nella quale sarebbe deceduto a distanza di pochi mesi.

La misteriosa morte di Rino Gaetano

La notte del 1 giugno, Rino, di ritorno a casa da una serata mondana, cadde con la testa sul volante della macchina che, spinta dall’urto, invase la corsia di marcia opposta. Sopraggiunse un camionista che, ovviamente, tentò invano di avvertire Gaetano, segnalando l’inflazione. L’urto risulto, purtroppo, inevitabile. Durante l’incidente, Rino batté violentemente la testa contro il vetro, mentre il petto si scontrò con forza sul volante. Rino Gaetano perse conoscenza. L’autopsia rivelò che a causare lo stordimento del cantante sarebbe stato un collasso, mentre il camionista avrebbe affermato di aver visto Rino accasciarsi di lato ed iniziare a sbandare, per poi riprendere conoscenza qualche momento prima del tragico impatto.

Sebbene i soccorsi fossero arrivati in tempo, Rino Gaetano aveva riportato ferite troppo gravi e, per questo, andava operato d’urgenza. Sfortunatamente il Policlinico di Roma non aveva un reparto per craniolesi, così si tento di contattare ospedali dotati delle attrezzature adeguate per l’intervento. Quella notte, le chiamate furono numerosissime, ma nessuno accettò il caso di Rino che soccombé al dolore alle 6 del mattino del giorno seguente. Rino avrebbe dovuto sposarsi a poche settimane dalla catastrofe, nella stessa chiesa in cui si tennero i funerali. Sulla sua morte sarebbero sorte diverse polemiche ed inchieste, per il mancato ricovero che gli costò la vita.

La canzone che predisse la tragedia

Quella di Rino Gaetano fu una morte nel segno del Giallo. Il suo decesso rimane, a tutt’oggi, avvolto dalle ombre e, in realtà, sono veramente poche le notizie sui suoi ultimi giorni di vita e su quanto accaduto nel corso della sua ultima notte. Ciò che risalta all’occhio anche dei meno avvezzi, è la drammatica profezia insita nel testo di La ballata di Renzo. Si tratta di un brano che Gaetano compose più di un decennio prima del suo decesso. Gaetano era poco più che un adolescente quando compose La Ballata di Renzo, ma le lyrics narravano di una storia particolarmente macabra, in cui un ragazzo di nome Renzo muore in circostanze che riflettono similmente il triste destino del cantautore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)