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Rino Gaetano, La storia di Metà Africa Metà Europa

Rino Gaetano ha avuto una carriera piuttosto breve, ma in poco tempo è riuscito ad entrare nei cuori di tantissimi italiani. La sua prematura scomparsa ha sconvolto tutti, ma come spesso accade con tantissimi artisti la morte non è mai “definitiva”: il ricordo di Rino Gaetano è impresso nella nostra memoria. Grazie alla sua musica, questo cantautore è riuscito a farci emozionare e per questo non lo dimenticheremo mai. Spesso etichettato come autore disimpegnato, Rino Gaetano non ha mai voluto dichiararsi impegnato politicamente, tuttavia effettivamente i suoi testi hanno spesso avuto una connotazione politica e di critica sociale. Una di queste è Metà Africa metà Europa, una canzone originalissima che in maniera fortemente esplicita, cosa rara nella discografia di Rino Gaetano (che solitamente si avvale di giochi di parole e doppi sensi), mette a nudo la scorrettezza della classe politica.

L’ultimo singolo di Rino Gaetano

Innanzitutto, si tratta dell’ultimo singolo di Rino Gaetano. Pubblicato nel 1980 insieme a E io ci sto, che dà titolo anche all’album, fa parte dell’ultimo disco del cantautore. In questo album Rino Gaetano aveva proseguito con una linea ben definita: a tratti manteneva il nonsense nelle sue canzoni, che si rivelava però solamente un’impressione. Celavano come sempre, infatti, qualcosa di più, un messaggio importante, una critica acuta e importante. In Ti Ti Ti forse più che in ogni altro testo il cantautore ha spiegato le sue intenzioni con la sua musica, destinata ad essere un punto di riferimento per chi odia i politici imbrillantinati. 

Il significato di Metà Africa metà Europa

Se, come abbiamo già accennato, per alcune canzoni del cantautore è difficile cogliere il significato, questa è fin troppo esplicita. Rino Gaetano utilizza sempre acuti simbolismi e metafore, ma qui è molto chiaro che cosa significano. I riti tribali di stregoni cardinali di ministri triviali è Africadice, chiaramente criticando aspramente la classe politica. Evidente è il fatto che si tratti di un testo contro lo sfruttamento, la violenza e la guerra, che critica fortemente gli abusi di potere.

Le bombe, il sangue è Africa
Una mamma che prega, un fermo di polizia
Uno sparo, un ferito è Africa
Africa ma per te che lavori e non ridi
Per chi come te più non gioca
Questa terra è ancora Europa.

Alla fine della canzone viene addirittura citata la “svastica”. Chiaramente il simbolo di quella tremenda dittatura tedesca qui non si riferisce solamente a quel periodo storico, ma in generale ad ogni ingiustizia simile. Anche per questo, Metà Africa e metà Europa è una canzone che sarà sempre attuale.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.