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Rock italiano: i brani più sottovalutati

Quando si parla di rock nella maggior parte dei casi si pensa a cantanti o gruppi stranieri, soprattutto provenienti dal Regno Unito o dagli Stati Uniti d’America.Non dimentichiamo però che nel corso degli anni si è fatta avanti anche una larga produzione di rock nel nostro paese, che ha ugualmente saputo far colpo su molti ascoltatori nostrani. Alcune canzoni di questo genere sono famosissime, soprattutto se scritte ad artisti che sono visti dalla maggior parte del popolo come i maggiori esponenti della musica rock, come per esempio Vasco Rossi. Altre volte alcuni brani, seppur molto belli o scritti da personaggi noti ed amati, non vengono ricordati, ecco alcuni esempi.

I Camaleonti –“Applausi” 1968

I Camaleonti si sono fondati nel 1963 e nel corso degli anni ’60 e ’70 sono stati uno dei complessi di maggiore spicco per quanto riguardava la scena beat del bel paese. Uno dei loro beni più noti è senza dubbio “Applausi” pubblicato nel 1968 che raggiunse primo posto in classifica dove stazionò per nove settimane, bissando il successo di “L’ora dell’Amore” ( una cover in italiano della canzone “Homburg” dei Procol Harum) che invece uscì a fine 1967.

Lucio Battisti – “Insieme a te sto bene” 1971

Lucio Battisti è uno dei cantanti italiani più amati di sempre, che con Mogol ha saputo dare forma ad un sodalizio che è entrato nella storia. “Insieme a te sto bene” parla di un uomo semplice e piuttosto ingenua che si innamora di una prostituta, non riuscendo però ad accettare il ruolo di quest’ultima. Le sonorità del brano, come pure la sua intro, rimandano alla mente immediatamente Jimi Hendrix, che perse la vita l’anno prima della pubblicazione di questo brano.

Edoardo Bennato – “Franz è il mio nome” 1976

Edoardo Bennato è ritenuto uno dei più importanti rocker italiani, il primo a riempire lo stadio di SanSiro con più di sessanta mila persone quarant’anni fa, nel 1980. “Franz è il mio nome” è un brano che fu inserito all’interno dell’album “La Torre di Babele” del 1976. L’album fu completamente ideato da Bennato: musiche, testi (ad eccezione di quello di “Venderò” che fu invece ideato da suo fratello Eugenio), arrangiamenti ed addirittura la copertina. Quest’ultima rappresenta lo sviluppo dell’uomo attraverso le armi.

PFM – “Maestro della Voce” 1980

La Premiata Forneria Marconi è una delle band prog più importanti della storia della musica italiana, se non la più importante. Il gruppo è stato capace di raccogliere successo anche all’estero in paesi anglofoni, impresa solitamente ardua per gli odierni artisti musicali dello stivale.Maestro della voce” fu inserito nel 1980 nell’album “Suonare Suonare”. Questo brano assume una particolare importanza simbolica se si pensa che è dedicato a Demetrio Stratos, il grande artista italo greco, frontman prima dei Ribelli e poi degli Area.

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com