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Lucio Battisti, La storia di Dieci ragazze

Quante volte in una conversazione abbiamo citato la canzone “Dieci ragazze” (spesso chiamata erroneamente “dieci ragazze per me”)? Il famoso singolo di Lucio Battisti in cui si descrive un uomo che si diverte con diverse ragazze. Lo usiamo spesso per indicare un playboy, per prendere in giro, ecc. Eppure, questa canzone apparentemente goliardica è tra le più romantiche di Lucio Battisti se ci facciamo attenzione. Sappiamo bene che brani romantici famosi del cantautore sono ben altri, come E penso a te, Mi ritorni in mente, ecc. Però anche questo nasconde una profondità.

Il singolo Acqua azzurra, acqua chiara/Dieci ragazze

Nel 1969 uscì questo singolo, il sesto di Lucio Battisti. Inizialmente sia Battisti sia Mogol avrebbero voluto inserire nel Lato A e quindi lanciare Dieci ragazze. Fu Renzo Arbore a rimanere estremamente colpito invece da Acqua azzurra acqua chiara, chiedendo di invertirle. Bisogna notare come entrambi i brani abbiano comunque avuto una grande visibilità e successo. Acqua azzurra acqua chiara si presta di più a diventare un tormentone per l’Estate, grazie proprio al tema.

Acqua azzurra
Acqua chiara
Con le mani posso finalmente bere
Nei tuoi occhi innocenti
Posso ancora ritrovare
Il profumo di un amore puro
Puro come il tuo amor. 

Invece, Dieci ragazze è un brano radiofonico dall’ampio respiro, anche se contiene una ricercatezza di linguaggio davvero interessante. Ad esempio una profonda sensualità ed una concezione di Piacere assai simile a grandi della letteratura. Le perifrasi usate per indicare l’attività sessuale sono state sovente lodate.

Dieci ragazze per me, però muoio per te

La canzone sembra parlare di un uomo assolutamente lussurioso, se vogliamo dirlo non senza una vena ironica. Come spesso accade nei prodotti del sodalizio Battisti-Mogol, di fatto il testo descrive le sensazioni ed i pensieri intimi del protagonista, non senza una grande ironia. Parla fittiziamente con una donna e le racconta di come la stia dimenticando grazie a tutte le ragazze che può avere. Un “matto” dice che in realtà non vive più senza di lei, sembra contraddirlo, per poi di fatto rivelare che invece sta malissimo senza di lei. Nella sua semplicità, la canzone descrive una condizione in cui spesso ci siamo ritrovati tutti.

Ho visto un uomo che moriva per amore
Ne ho visto un altro che più lacrime non ha
Nessun coltello mai
Ti può ferir di più
Di un grande amore che ti stringe il cuor
Dieci ragazze per me
Posson bastare
Dieci ragazze per me
Voglio dimenticare
Capelli biondi da accarezzare
E labbra rosse sulle quali morire
Eh, dieci ragazze per me, solo per me. 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.