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Roger Waters: “Senza Don Henley, non sarei tornato ad esibirmi”

È difficile pensare ad un artista che abbia avuto un impatto tanto incisivo sulla società, pur mantenendo una brillante carriera musicale. Roger Waters incarna perfettamente la figura di istrione, intervenendo su entrambi i fronti senza lasciare nulla all’immaginazione. L’apporto della sua opera con i Pink Floyd, negli anni ’70, ha fornito un incipit immenso a ciò che avrebbe, senza ombra di dubbio, segnato il panorama culturale moderno. Il genio che ha concesso il dono della parola ad una delle più grandi band che la Terra abbia mai visto, con oltre 250 milioni di copie vendute e alcune tra le produzioni più importanti sulla scena musicale e sul cinema di genere.

Eppure, da sempre, Roger Waters dimostra un aspetto difensivo ed introverso. Un’indole fragile e provata dai traumi della vita che, l’uomo oltre l’artista, tende sempre a nascondere con irriverenza agli occhi più indiscreti. Roger Waters è una persona con cui è difficile interagire. Un uomo che, nonostante abbia toccato la vetta più volte; continua a puntare alle stelle, spingendosi oltre i limiti di sé stesso. È questo che fa di lui una leggenda vivente, ed è questo che traspare nel corso della sua più recente intervista, rilasciata per il Guardian.



La gratitudine di Roger Waters per il suo pubblico

L’intervista ha toccato diversi argomenti, ma ciò che più ha colpito nel corso della conversazione è stato il passo in cui Roger Waters ha espresso la sua gratitudine nei confronti del pubblico che lo accoglie. Nonostante il suo carattere schivo, infatti, l’ormai da anni ex bassista dei Pink Floyd esprime infinita riconoscenza nei confronti dei milioni di fan che, ad ogni sua apparizione, mostrano affetto ed empatia nei confronti dell’artista.

“Nel corso degli anni mi sono reso conto di quanto sia fortunato ad avere un responso tanto positivo da parte di migliaia, se non milioni di persone, a distanza di così tanti anni. Quando entro in scena, o semplicemente, cammino in una stanza, quando le mie canzoni iniziano e vedo dozzine di sorrisi stamparsi sul viso delle persone. È straordinario.



Successivamente, Roger Waters ha continuato, rivelando la prima volta in cui si sia reso conto di tutto questo: “È stato quando Don Henley degli Eagles mi ha invitato a partecipare ad un concerto a Los Angeles. Era il 1999 e, avremmo devoluto il ricavato in beneficenza. Ci saremmo esibiti per sole seimila persone. Feci il mio ingresso sul palco e mi sentii travolto da un amore indescrivibile da parte del pubblico. Non avevo mai provato niente di simile. ‘Non è affatto male!’, pensai”.

Dopodiché, Roger Waters ha proseguito, con la chiara intenzione di sfatare un ipotetico scetticismo da parte dell’intervistatore: “Penserai sia impossibile che mi sia reso conto di amare il mio pubblico ed esibirmi dal vivo dopo oltre trentacinque anni di carriera. Eppure sono serio. Credo sia stato un punto di svolta fondamentale nella mia vita. Ho pensato ‘Sai cosa? Magari tornerò on the road, amo tutto questo, c’è qualcosa di magico nelle esperienze live”.  Oggettivamente, quest’episodio fu fatidico affinché Roger Waters rivedesse le sue scelte e tornasse gloriosamente sulle scene. Ad oggi, i suoi spettacoli sono fortemente seguiti. Il leggendario artista, inebria il suo pubblico attraverso spettacoli di luce e suoni dall’apporto emotivo elevatissimo.

 

 

 

 

 

 



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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)