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Pink Floyd: i 5 incidenti più gravi nella storia della band

Prima ancora dell’eclettismo con cui i Pink Floyd si riversarono sulla scena musicale degli anni d’oro; il loro successo venne decretato su larga scala dagli spettacoli di luci che caratterizzavano le esibizioni dal vivo della storica band inglese. Mix sapienti di suoni e luci, ad anni luce di distanza dalle acrobazie funamboliche che; le odierne tecnologie, permettono alle star della musica. Fin dagli esordi con Syd Barrett, i concerti dei Pink Floyd venivano resi unici da mix multimediali incredibili, che spinsero la band tra le stelle.

Il sacrificio si poneva, ovviamente, alla base delle incredibili esperienze sensoriali che i Pink Floyd offrivano al pubblico. Tant’è che, il più delle volte, non solo i sapienti tecnici di cui si attorniavano, ma anche i membri del gruppo in prima persona, si trovarono a fare i conti con vicissitudini non proprio trascurabili e problemi tecnici, talvolta, gravi.



Dal crollo di una tribuna all’imperversare incessante delle intemperie sui sofisticati palchi dei Floyd. Gli inconvenienti a cui la mitica band britannica ha dovuto far fronte nel corso della propria brillante carriera dal vivo, non sono pochi e; nonostante alcuni riflettano circostanze curiose, altri risultarono particolarmente insidiosi. In questa classifica abbiamo raccolto cinque tra gli aneddoti più singolari che hanno coinvolto i Pink Floyd nel corso dei decenni.

5) I continui abbandoni di Syd Barrett

Nel corso della Summer Of Love del 1967, i problemi più grandi dei Pink Floyd si rifacevano ad un unico, involontario, fautore. L’instabilità psicologica di Syd Barrett divenne sempre più evidente. Il 28 luglio di quell’anno, la band avrebbe dovuto esibirsi al Saturday Night della BBC. Syd abbandonò lo studio nel bel mezzo del primo brano, lasciando il resto della band impietrita. Poco tempo dopo, Barrett sembrò rinsavire, pronto a sostenere una delle regolari esibizioni all’UFO Club.



4) i fulmini colpiscono il palco dei Pink Floyd

Era il 24 luglio del 1968 quando, durante il Philadelphia Music Festival, i Pink Floyd misero seriamente a repentaglio la loro incolumità a causa dei fulmini che cominciarono a  colpire il palco pochi minuti dopo la fine del loro show. Quella sera, avrebbero dovuto esibirsi quattro gruppi, i Friends Of The Family, i Pink Floyd, i Mandala e gli Who. I Mandala non riuscirono a portare a termine la loro esibizione a causa delle costanti scariche elettriche e delle intemperie che si abbatterono sulla location. Per forza di cose, gli Who furono costretti ad annullare il concerto.

3) Il furto della strumentazione dei Pink Floyd

Il 16 maggio del 1970, i Pink Floyd riscontrarono diversi problemi relativi all’amplificazione. Il gruppo non riuscì a completare il concerto. Amareggiati dall’accaduto, i Floyd dovettero fare i conti con una sventura ancor più catastrofica. La strumentazione del gruppo che superava i 40 mila dollari di valore complessivo, venne rubata. Il gruppo riuscì a riappropriarsi dei preziosi strumenti grazie al solerte aiuto degli agenti federali statunitensi. I Pink Floyd riuscirono a completare il tour grazie all’azione repentina dell’ FBI.

2) Il festival francese annullato a causa della violenza del pubblico

Negli anni ’70, il pubblico che assisteva ai concerti si lanciava solere in attività di vandalismo e moti di rivolta; il più delle volte dettati dalla disorganizzazione degli eventi o dal ritardo dei musicisti sul palco. L’eccessiva esternazione della rabbia e del disappunto degli spettatori portò spesso le autorità a reprimere le insurrezioni con la forza o, annullando i concerti.

Era il 1°agosto del 1970 e i Pink Floyd avrebbero dovuto suonare al Festival di Aix-en-Provence, in Francia. Gli organizzatori riuscirono a far pagare solo 4000 spettatori sui 30 mila presenti, costringendoli a non riuscire a pagare i musicisti. I Floyd si rifiutarono di esibirsi gratis, gettando il pubblico in tumulto. Questo, decretò la fine del festival fino al 2010, anno in cui venne riproposto con la partecipazione dei Gong e di Archie Shepp, che si sarebbero dovuti esibire nel 1970.

1) Algie vola indisturbata nei cieli britannici

Il 1976 passò alla storia come l’unico anno in cui i Pink Floyd non si esibirono dal vivo. Agli inizi di dicembre, la band conquistò le prime pagine di numerosi quotidiani inglesi che procurarono una pubblicità assolutamente inaspettata al gruppo. Come già sappiamo, Algie è l’imponente maiale aerostatico usato come figura caricaturiale dai Pink Floyd, sotto suggerimento di Storm Togherson, sulla copertina di Animals. Algie si librò in volo tra le ciminiere della Battersea Power Station di Londra; circondata dai fotografi e sotto gli occhi attoniti dei membri del gruppo. Improvvisamente, l’irreparabile accadde. Una folata di forte vento sganciò il suino aerostatico dagli appositi ormeggi, aleggiando indisturbato per i cieli britannici, incrociando le rotte di numerosi aerei e attirando per ore l’attenzione delle torri di controllo degli aeroporti in zona. La singolare marcia di Algie si concluse quando, semi-sgonfia, si adagiò nei pressi di una fattoria nel Kent.

 



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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)