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Rolling Stones, qual è stata l’ultima canzone suonata da Brian Jones?

Qual è stata l’ultima canzone suonata da Brian Jones? Brian Jones ha sempre avuto un peso decisamente importante all’interno dei Rolling Stones dal momento che è stato uno dei fondatori della band oltre che stimato chitarrista. Il Nostro venne trovato morto nel 1969, il 3 luglio, sulla sua piscina in circostante mai del tutto chiarite. Il chitarrista all’epoca aveva 27 anni e per questo motivo venne incluso nel club 27, insieme di giovani musicisti morti a soli 27 anni. L’anno prima il chitarrista aveva partecipato e suonato al suo ultimo concerto della band, i Rolling Stones.

L’ultimo concerto di Brian Jones e l’ultima canzone suonata

Il suo ultimo concerto con i Rolling Stones fu il 12 maggio del 1968. Ma quale è stata l’ultima canzone suonata da Brian Jones? Fu I Can’t Get No Satisfaction, la canzone più famosa in assoluto dell’intera discografia dei Rolling Stones. Quel concerto, l’ultimo di Brian Jones, fu a Londra, all’Empire Pool di Wembley. Si trattò di un concerto decisamente particolare, il New Musical Express Pollwinners’ Concert e la band era stata chiamata per ritirare il premio come miglior gruppo R/B. Cosa c’entrasse la band con il Rythm and Blues non si sa, sta di fatto che il premio era proprio per loro.

La storia e il contenuto di Satisfaction

Ovviamente la canzone la consocerete tutti sicuramente. Particolarmente valido è il testo del brano, nonostante l’apparente semplicità. È un vero e proprio inno giovanile dedicato all’insoddisfazione perenne dei giovani, con una critica anche piuttosto pesante e sferzante nei confronti del consumismo. Nonostante la canzone risalga al 1965, si possono trovare moltissimi elementi comuni all’ambiente odierno, sempre più legato al consumo, al consumismo e all’apparenza estetica di tutto ciò che ha un elemento estetico.

Le difficoltà di Brian Jones e i problemi della band

La band colpì immediatamente il pubblico ma quel concerto, l’ultimo di Brian Jones era di fatto un fuoco di paglia. La band ad aprile aveva concluso il lunghissimo tour in Grecia, ad Atene, e aveva deciso di respirare. I ritmi di lavoro e dei concerti erano a dir poco insostenibile e i vari membri avevano davvero bisogno di riposare. Ciò si aggiungeva anche al fatto che il gruppo aveva delle pesanti dipendenze con le sostanze stupefacenti e ciò comprometteva non solo le loro esibizioni dal vivo, ma anche i loro pezzi inediti. La band viveva un momento di crisi creativa e doveva riprendere le forze e tornare ai loro antichi, ma non troppo vecchi, fasti creativi.

Una fine preannunciata dei Rolling Stones

Brian Jones era forse il più assente all’interno della band. La sua dipendenza dalle droghe era veramente pesante e pure gli altri componenti della band non lo sopportavano più. In particolar modo l’altro chitarrista del gruppo Keith Richards, anch’esso dedito pesantemente al consumo di droghe e di alcol, non riusciva più a compatirlo. Troppo pesanti erano i dissidi interni, non solo creativi, ma anche solo organizzativi del gruppo. La band nel 1968 sembrava essere alla fine della loro carriera. Addirittura Brian Jones parlò con il Daily Express dicendo che la band era finita e non riusciva ad andare in vetta alle classifiche inglesi da circa due anni.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.