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Rolling Stones, Quella canzone ispirata ad un capolavoro letterario

I Rolling Stones sono una band che non ha bisogno di presentazioni. Oltre ad aver fatto la storia della musica e del rock in particolare, hanno per anni riempito stadi e deliziato il pubblico. Quella dei Rolling Stones è infatti una carriera molto longeva che continua ancora oggi. Le loro canzoni sono indimenticabili capolavori, classici del rock, tra i quali spicca naturalmente (I Can’t Get No) Satisfaction, il cui riff è uno dei più famosi della storia della musica. Un’altra canzone che è conosciutissima e tra i loro cavalli di battaglia è poi Sympathy for the devil. Questo brano ha tantissime qualità musicali, ma anche l’idea del testo è di tutto rispetto: si ispira ad un classico della letteratura.

Il nuovo sound dei Rolling Stones

Sympathy for the devil è la traccia più famosa dell’album Beggars Banquet, uscito nel 1968. Questo disco è famoso per aver segnato un cambiamento importante nello stile musicale dei Rolling Stones, un ritorno alla “vecchia gloria”. Infatti, la band abbandonò il sound prima più “inglese” e vicino al pop rock ed al rock psichedelico. Recuperò una componente più blues che aveva avuto in origine. Si tratta dell’album in cui maggiormente possiamo vedere la forte personalità del gruppo che si basa su un semplice recupero del classico sound che aveva abbandonato per poter avere maggiore visibilità a livello commerciale. La maggiore consapevolezza dei Rolling Stones permise loro probabilmente di poter osare di più.

Sympathy for the devil

Noto a tutti è come il protagonista di questa canzone sia proprio Il Diavolo, che parla come un uomo affabile e colto. Naturalmente questa canzone quindi causò diverse polemiche, che hanno sempre fatto arrabbiare Mick Jagger, anche se la band guadagnò un certo fascino da tutto ciò. Già con l’album Their Satanic Majesties Request i Rolling Stones si erano guadagnati accuse di satanismo, come spesso accade a band di genere rock e metal. Chiaramente non c’è alcuna intenzione satanica in questo brano. Nel testo con grande intensità Mick Jagger canta anche le cattive azioni compiute dall’uomo che fa minacciare da Lucifero. Secondo alcuni, seppur presentando questo personaggio con un certo carisma, il brano non vuole esaltarlo ma usarlo come modo per mettere in luce gli aspetti negativi della società. Si è pensato anche che dietro a Lucifero possa esserci proprio l’uomo, in tal senso.

L’ispirazione letteraria della canzone

Durante un’intervista del 1995 rilasciata a Rolling Stone, Mick Jagger che è autore del brano disse: “Penso che l’ispirazione venne da una vecchia idea di Baudelaire, credo, ma potrei sbagliarmi. Alle volte quando rileggo i miei libri di Baudelaire, non la ritrovo. Ma era un’idea che rubai ad uno scrittore francese. Ne presi solo un paio di frasi e le ampliai”. Tutti sanno che Jagger in questo caso si è confuso e che in realtà la canzone si ispira ad un romanzo di uno scrittore non francese, bensì russo: Michail Afanas’evič Bulgakov che scrisse il capolavoro Il maestro e Margherita. Il romanzo racconta proprio la storia di Satana che giunge in una Mosca degli anni Trenta nei panni Woland, un professore straniero e si presenta in un modo assai simile a quello descritto nella canzone. Lo stesso romanzo è in realtà una satira della società russa ed una commedia nera molto illuminante, come sembra essere anche la canzone dei Rolling Stones.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.