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Scandalo per il concerto dei Great White senza restrizioni, mascherina e distanziamento sociale

Il Coronavirus ha cambiato di fatto il mondo della musica. Il mondo dei concerti ha risentito di un gran cambiamento e nella stragrande maggioranza dei live son stati posticipati. Alcuni concerti in Italia sono stati riprogrammati più avanti in estate (come i concerti di Diodato, Piero Pelù, Max Gazzè e Daniele Silvestri). Negli Stati Uniti però le cose non sono ottime né positive. I fan hanno urlato allo scandalo per il concerto dei Great White. Cosa è successo allora? Andiamo a vederlo insieme questo grosso scandalo. Precisiamo subito che la band ha deciso di scusarsi per questo comportamento decisamente poco rispettoso per le vittime del Coronavirus e per i malati.

Il non rispetto delle regole di distanziamento sociale

Il concerto dei Great White è stato veramente “terrificante” non tanto dal punto di vista musicale, quanto da quello organizzativo. La band ha tenuto un concerto all’aperto, senza restrizioni, senza mascherina e senza il rispetto delle corrette distanze sociali tra il pubblico. Va detto che la responsabilità non è interamente da imputare al gruppo americano, ma anche dal pubblico che ha deciso di partecipare ugualmente fregandosene delle regole. Responsabilità condivise sono anche da imputare anche agli organizzatori del concerto che non hanno fatto nulla per prevenire una organizzazione così scarsa e irrispettosa delle regole.

Le riprese video che hanno fatto scoprire il misfatto

I Great White hanno deciso di scusare per le condizioni critiche in cui hanno tenuto il loro concerto a Dickinson, nel Nord Dakota. I Great White avevano anche deciso di registrare con delle riprese video di questo concerto all’aperto in modo tale da far includere i video nella serie “First on First: Dickinson Summer Nights”. I video hanno di fatto mostrato e fatto vedere che le restrizioni di sicurezza erano insufficienti, con le persone completamente incuranti del distanziamento sociale. Nonostante il governo del Nord Dakota avesse raccomandato di indossare le mascherine, al concerto pochissimi ce l’avevano.

Le scuse ufficiali della band

La band ha precisato dicendo: “Vorremmo chiarire quanto successo giovedì scorso al concerto del “First on First Dickinson Summer Nights. Comprendiamo che ci siano delle persone che si sono arrabbiate perché ci siamo esibiti durante questo snervante periodo di costrizioni, a causa della pandemia di Coronavirus. Vi assicuriamo che abbiamo preventivamente lavorato con gli organizzatori. Sappiamo che il governo del Nord Dakota raccomanda di indossare le mascherine, tuttavia non siamo stati in grado di far rispettare la Legge. Con il senno di poi vogliamo scusarci con coloro che non sono stati d’accordo con la nostra decisione di adempiere al nostro dovere contrattuale”.

Rischio del linciaggio mediatico

Il gruppo ha cercato di assolvere le responsabilità degli organizzatori, affermando che sono dei professionisti. Gli organizzatori avevano assicurato che avrebbero rispettato le precauzioni di sicurezza ma purtroppo non è stato così. L’intento del gruppo era solamente quello di esibirsi all’aperto in una piccola città molto “accogliente“, come sottolineato dalla band stessa. Cosa ne sarà allora del gruppo? Rischia il linciaggio mediatico oppure no? Siamo sicuri che i fan continueranno a supportarli.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.