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Gli scienziati sviluppano un set rivoluzionario di corde per il basso

Sin dai mitici esordi, il basso non ha mai ricoperto un ruolo propriamente di spicco nella storia del Rock. Quanto meno, l’immaginario collettivo si è sempre concentrato su figure ben più alla ribalta, quali quelle del chitarrista o del cantante. Personalità particolarmente esuberanti, spesso in costante rivalità tra loro. Salvo alcuni rari casi, in cui; l’eclettismo del bassista si ergeva chimerico sulle gesta delle primedonne della musica per eccellenza, il famigerato quattro corde non è riuscito a ricevere le meritate menzioni.

Il senno di poi ci viene in aiuto, identificando alcuni bassisti, senza i quali, interi capitoli della storia musicale moderna non sarebbero mai stati scritti. Sarebbe, quindi, il caso di citare musicisti immensi come Geddy Lee e Jaco Pastorius che; attraverso la loro opera hanno fornito abbagliante lustro, non solo allo strumento che imbracciavano; ma soprattutto, alla corrente artistica alla quale appartenevano.

Discreto quanto essenziale, il bassista pare agire nell’ombra costruendo solidi arabeschi ritmici, insieme al batterista; sui quali lasciare che le note della sei corde danzino indisturbate; in attesa che voci poderose e, ove mai, cariche di grinta e passione, si scaglino sulla melodia appena creata. Nel corso degli anni, ci si è resi conto sempre di più di quanto, fattivamente; il basso sia fondamentale per la buona riuscita di un prodotto musicale. È per questo motivo che alcuni ricercatori scozzesi sono incorsi in aiuto dei bassisti di tutto il mondo, creando un set di corde a dir poco rivoluzionario.

Un nuovo sound per il basso grazie alle corde appena inventate

Un gruppo di scienziati scozzesi ha riconosciuto l’importanza del basso nel panorama musicale moderno, fornendo un mezzo agli strumentisti di tutto il mondo che possa permettergli di trascorrere più tempo sotto i riflettori.

Il quotidiano Herald Scotland riporta che il Dottor Jonathan Kemp della facoltà di fisica e astronomia di St. Andrews, coadiuvato dal conservatorio scozzese ha sviluppato un set di corde rivoluzionario che, utilizzando metodi costruttivi all’avanguardia, permette ai bassisti di raggiungere un’esperienza tonale fino ad ora mai esplorata sullo strumento.

Il Dottor Kemp spiega che, secondo la sua esperienza, le normali mute di corde per il basso presentano un’ottima resa solo sui registri più gravi, non risaltando in termini di brillantezza quando si arriva agli ultimi tasti, risultando poveri in termini di brillantezza.

“Le mie nuove corde assicurano un miglioramento esponenziale del tono e della brillantezza quando si suona a registri più alti”, spiega il Dottor Kemp. Per riuscire nell’impresa, il team di ricerca ha impiegato una tecnica conosciuta come “costruzione concentrata”; che Kemp ha spiegato essere stata applicata, in precedenza, per la costruzione delle corde utilizzate nel pianoforte.

Lo studio del Dottor Kemp ha dimostrato che le mute adottate sul basso finora, risultano inarmoniche nelle ottave più alte. Producendo corde più spesse, si ottiene un miglioramento in termini armonici e di intonazione. Non è dato sapere quando i set verranno messi in commercio, ma il mondo della musica è in assoluto fermento per questa splendida innovazione.

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)