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Scontro tra Ozzy Osbourne e Donald Trump

Da quando è diventato ufficialmente presidente degli Stati Uniti – il 20 Gennaio 2017 – Donald Trump è diventata una delle figure più controverse e criticate del pianeta. Tantissime le personalità di spicco nel mondo della politica, della cultura e dello spettacolo che hanno apertamente manifestato il loro dissenso contro le politiche del presidente. Moltissimi appunto gli artisti e i musicisti internazionali che hanno proibito a Trump di utilizzare i propri brani durante i suoi comizi. Dagli Aerosmith di Steven Tyler a Elton John, da Brian May e i Queen agli eredi di Prince, George Harrison e Pavarotti. Ultimo, ma non per importanza, Ozzy Osbourne. Il principe delle tenebre ha infatti avuto un duro scontro con l’entourage di Donald Trump dopo l’utilizzo – non autorizzato – di Crazy Train. Scopriamo i dettagli di questa vicenda.

Ozzy e Sharon Osbourne contro il presidente degli U.S.A

Si sa, con personaggi come Ozzy Osbourne non si scherza. Lo deve aver capito anche Donald Trump dopo che si è visto proibire – da Ozzy e Sharon – l’utilizzo di qualsiasi testo del cantante nella sua campagna politica. Il motivo del contendere? Sembra che il presidente degli Stati Uniti abbia inserito un pezzo del principe delle tenebre in un suo tweet, senza previa autorizzazione dello stesso. I coniugi Osbourne hanno etichettato il gesto come “non autorizzato”.

“Dato l’uso non autorizzato di Crazy Train di Ozzy Osbourne, stiamo mandando una nota alla campagna di Trump ( o a qualsiasi altra campagna elettorale ) che gli proibisce di usare qualsiasi testo [ di Ozzy ] in avvisi politici o in comizi” si legge nel messaggio che gli Osbourne hanno inviato a Rolling Stone. “La musica di Ozzy non può essere utilizzata in alcun modo senza autorizzazione”. Ozzy e Sharon hanno poi continuato suggerendo a Donald Trump di fare uso delle canzoni di musicisti che effettivamente lo supportano. Si potrebbe dire, oltre al danno la beffa!

Donald Trump e la musica

Ozzy Osbourne e signora sono solo gli ultimi di una lunga lista di cantanti e musicisti che hanno proibito a Donald Trump di utilizzare la loro musica nei suoi comizi. Famosa la vicenda con Steven Tyler che, dopo aver ascoltato Dream On all’apertura della campagna elettorale nel 2015, aveva espresso il proprio dissenso via social. Dopo che l’entourage aveva fatto orecchie da mercante, il cantante degli Aerosmith si era visto costretto ad agire per vie legali. Anche Elton John – sebbene legato da una lunga amicizia a Trump – ha negato l’utilizzo di Rocket Man e Tiny Dancer durante i comizi.

Disputa più aspra con Brian May, feroce oppositore del presidente degli Stati Uniti. Il chitarrista dei Queen ha più volte minacciato di agire per vie legali se Donald Trump continuerà a far suonare We Are The Champions durante la sua campagna. L’entourage repubblicano sembra tuttavia non aver recepito il messaggio. I Rolling Stones hanno espressamente imposto una richiesta di autorizzazione prima di qualsiasi utilizzo della loro musica mentre Adele ha fatto proprio una campagna contro il candidato repubblicano, spingendo i fan a votare per la Clinton.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.