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Slipknot, quel tragico 24 maggio 2010: la morte di Paul Gray

Il 24 maggio del 2010, la band metal degli Slipknot fu sconvolta da una terribile tragedia. Sono infatti trascorsi dieci anni dalla morte del bassista Paul Gray, trovato morto alle 10.50 di quel fatidico giorno all’interno di una stanza nel TownePlace Suites di Johnston, nello stato dell’Iowa. Ovviamente, il suo improvviso decesso gettò nello sconforto i suoi compagni e tutte le persone a lui più care.

Cosa accadde in occasione della sua morte

Gray giunse presso l’hotel due giorni prima rispetto alla sua morte. Proprio in quel lunedì 24, avrebbe dovuto lasciare la camera. Fu un parente del musicista ad avvisare la reception, dato che nei giorni precedenti nessuno era riuscito ad entrare in contatto con lui. In mattinata, un dipendente fece irruzione nella camera e trovò il corpo del bassista degli Slipknot senza vita. Avvisò la polizia e, nel totale disordine, riuscì a trovare anche il suo basso.

Fin dal primo momento, si pensava che la sua morte fosse stata causata da un utilizzo eccessivo di sostanze stupefacenti. Ciò fu dimostrato anche dalla presenza di un ago ipodermico e di diverse pillole nei pressi del suo cadavere. Due giorni dopo il tragico evento, gli Slipknot indissero una conferenza stampa, nella quale ricordarono in maniera commossa e lo definirono “il migliore di noi”. Gray era stato uno dei membri fondatori della band e viene ancora oggi commemorato da fan, amici e parenti.

L’autopsia sul corpo di Paul Gray

Una prima autopsia fu effettuata nel pomeriggio del ritrovamento e non fece riscontrare alcun trauma o segno di violenza sul suo corpo. Nelle giornate successive, furono realizzati i test tossicologici. Questi ultimi dimostrarono che la morte del bassista degli Slipknot fu dovuta ad un’overdose accidentale di varie sostanze, tra le quali fentanyl e morfina. In base alle stesse analisi, eseguite presso il Des Moines Register dal dottor Gregory Schmunk, si venne anche a sapere che Paul Gray soffriva di un disturbo cardiaco piuttosto rilevante. Il fentanyl è un sostituto sintetico della morfina dalla potenza molto elevata, capace di diventare letale se somministrato in dosi eccessive.

La causa vinta dalla famiglia del bassista

La morte di Paul Gray portò ad una serie di strascichi legali che si sono protratti fino agli inizi del 2018. La sua famiglia intentò una causa contro Daniel Baldi, il medico curante del musicista, la società ospedaliera UnityPoint-Des Moines e gli ex datori di lavoro del dottore. Il dottore non aveva prescritto a Gray alcun farmaco tra quelli che lo hanno condotto alla morte, ma fu comunque additato per il tragico evento.

Anche gli Slipknot hanno accusato il medico, fino a quasi a trasformarlo in una sorta di spacciatore. “Il fatto che questa persona abbia approfittato della malattia di nostro fratello ci ha indignato tutti”, così la band in una lettera aperta. “Speriamo che la giustizia sia servita in modo che questo non accada più a nessun altro! Vogliamo cooperare il più possibile per evitare che questa tragedia si ripeta e per assicurarci che quest’uomo paghi per ciò che ha causato”.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)