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Slipknot, tutti i drammi e le tragedie della band

A volte la fortuna non sorride ad alcune persone. Drammi ed eventi tragici si susseguono uno dopo l’altro. E’ questo – purtroppo – il caso della band statunitense degli Slipknot. Dall’anno della formazione ad oggi, il gruppo capitanato da Corey Taylor è stato flagellato da lutti, sconvolgimenti nella formazione e dolori senza sosta. Almeno ogni membro ha un aneddoto triste da raccontare. Ripercorriamo in questo articolo la vera – e tragica – storia degli Slipknot.

COREY TAYLOR E LA TOSSICODIPENDENZA

Gli Slipknot non sono nuovi a storie di abusi e tossicodipendenza – abitudini queste che sono cominciate prestissimo per la maggior parte di loro. Ma non così presto come per Corey Taylor – cantante della band. Taylor ha infatti raccontato di aver passato molti anni della sua adolescenza in un campo caravan, dove le attività erano piuttosto limitate. “In un posto del genere c’erano solo due cose da fare, veramente, drogarsi o fare sesso”. Come conseguenza, il cantante degli Slipknot sviluppò una pericolosa dipendenza da narcotici. Emblematico l’episodio secondo il quale – una mattina – si risvegliò in un cassonetto, a 12 miglia da casa sua, nudo e con la faccia sporca di sangue. Presumibilmente, Taylor si era sentito male durante una festa e i suoi amici – invece di chiamare i soccorsi – lo avevano scaricato lì dentro, credendo fosse morto.

IL SECONDO ALBUM: IOWA

Nel 1999 gli Slipknot avevano pubblicato l’omonimo album di debutto ed erano immediatamente schizzati in cima alle classifiche. Un successo che si tradusse in alte aspettativa da parte della casa discografica. Con questo spirito Corey Taylor e soci si misero al lavoro sul secondo disco – Iowa – ma la sua registrazione si rivelò un vero e proprio inferno. La notorietà e il denaro guadagnati con Slipknot, portarono la band su un cammino veramente buio e pericoloso. Alcol, droghe e sesso stavano sconvolgendo la formazione. Per di più, il produttore Ross Robinson – proprio durante le sessioni di registrazione – si ruppe la schiena e fu confinato su una sedia a rotelle. Taylor aveva personalmente molti problemi con l’alcol e – in un’occasione – si tagliò di proposito con una bottiglia rotta solo per riuscire a sentire qualcosa.

SHAWN “CLOWN” CRAHAN

Il batterista degli SlipknotShawn Crahan – è noto tanto per la sua musica quanto per le sue esibizioni spericolate e avventate. Il famoso percussionista con la maschera da clown ha più volte rischiato di rompersi letteralmente l’osso del collo. Al punto che la moglie arrivò a dirgli “Stai andando troppo oltre. Se muori sarai solo un altro tizio qualunque in un libro”.

DISASTERPIECE E L’OMICIDIO DI SAN BERNARDINO

Iowa – secondo album in studio degli Slipknot – uscì poche settimane prima dell’attacco terroristico dell’11 Settembre. Circostanza questa, che portò alla censura del disco in molte stazioni radio. La brutalità e l’aggressività dei testi della band sono stati più volte accusati di indurre comportamenti sconsiderati e violenti nelle persone. Caso emblematico l’omicidio di San Bernardino – avvenuto nel 2003 – per mano di due fan del metal: il ventenne Jason Lamar Harris e la sedicenne Amber Rose Riley. I due giovani riferirono alla polizia di aver ascoltato gli Slipknot – e in particolare il singolo Disasterpiece – prima e dopo il fatto. Salvo poi scoprire che gli assassini avevano progettato il terribile piano da mesi e – in effetti – avevano già provato a metterlo in atto.

L’OMICIDIO IN SUD AFRICA

L’omicidio a San Bernardino, California, nella primavera del 2003 non fu l’unico fatto di cronaca nera legato agli Slipknot. Nel 2008 infatti – nella città di Krugersdorp, in Sud Africa – un 18enne face irruzione nel proprio liceo brandendo un coltello, con indosso una maschera molto simile a quella di Joey Jordison. Lo studente uccise un giovane e ne ferì altre due, ma le persone puntarono il dito contro gli Slipknot accusandoli di ispirare tali atti.

LA MORTE DI PAUL GRAY

Nel 2010 un lutto personale colpisce la formazione degli Slipknot. Il 24 Maggio di quell’anno infatti – in una stanza d’albergo a Urbandale – viene ritrovato il corpo senza vita del bassista Paul Gray. Secondo esami approfonditi il musicista sarebbe morto per un’overdose di morfina, xanax e fentanyl. Ironia della sorte, Gray aveva combattuto per anni con una forte dipendenza da eroina ma aveva provato ad uscirne con l’aiuto di sua moglie Brenna. Per commemorarlo, gli altri membri degli Slipknot tennero una commovente conferenza stampa senza maschere.

MICK THOMPSON E IL COLTELLO IN TESTA

Mick Thompson ha decisamente molti motivi per spaventare chiunque provi ad affrontarlo. Eppure nel 2015 rimase coinvolto in uno scontro così brutale che venne portato via da un’ambulanza. L’avversario? Suo fratello. Secondo il racconto ufficiale Mick e Andrew stavano bevendo qualcosa in un’abitazione a Clive, quando iniziarono a discutere. La lite divenne così accesa – e enfatizzata dall’alcol – che i due uscirono dalla casa e tirarono fuori dei coltelli. Entrambi vennero colpiti da pugnalate non letali anche se a Mick andò peggio. Quando venne portato via dai medici infatti, presentava un brutto taglio proprio nel retro della testa. 

GLI INCIDENTI MORTALI AI CONCERTI

La musica degli Slipknot non ha mietuto vittime solo con gli album, ma purtroppo anche durante le esibizioni live. Secondo una stima, almeno tre persone sono rimasta uccise durante un loro concerto. Il primo – uno studente del Michigan di soli 21 anni – perse la vita a causa di un arresto cardiaco durante uno show nel 2005. Quattro anni dopo, un 29enne collassò a terra dopo un altro attacco cardiaco. Nel 2019 infine – un fan 62enne coinvolto in un mosh in Illinois – venne colpito e perse la vita poco dopo.

L’ALLONTANAMENTO DI JOEY JORDISON

Il 12 Dicembre 2013 gli Slipknot hanno annunciato l’uscita di scena di Joey Jordison per motivi personali. “E’ con grande dispiacere e dovuto rispetto che, per motivi personali, Joey Jordison e gli Slipknot proseguiranno su strade diverse. […] Comprendiamo che molti di voi vorranno sapere come e quando questo è accaduto e faremo il possibile per rispondere a queste domande in futuro” apparve sul sito ufficiale della band poco dopo il fatto. La verità dietro questa scelta non verrà svelata fino al 2016 quando Jordison stesso confesserà di soffrire di una forma multipla di sclerosi che gli avrebbe impedito di suonare.

LA MORTE DI GABRIELLE CRAHAN

E’ stato Shawn Crahan a vivere il momento più drammatico di questa classifica quando – nel 2019 – è stata annunciata l’improvvisa morte di sua figlia Gabrielle. La giovane aveva solo 22 anni ed è presumibilmente deceduta a causa di un’overdose accidentale. Sebbene il suo passato di tossicodipendenza fosse noto, solo qualche giorno prima del decesso aveva postato un gettone della sobrietà – per essere rimasta pulita cinque mesi.

IL LICENZIAMENTO DI CHRIS FEHN

Il 18 Marzo 2019 Chris Fehn – percussionista e polistrumentista degli Slipknot – è stato licenziato dalla band. La causa? Sembra che Fehn avesse avviato delle dispute legali contro Corey Taylor e Shawn Crahan, accusandoli di aver sottratto del denaro. Dal canto suo la band lo ha prontamente licenziato, pubblicando poco dopo un misterioso comunicato stampa. “Chris sa perché non è più parte della band […] Avremmo preferito non avesse percorso il cammino che ha scelto ma l’evoluzione – come in tutte le cose – è parte della vita”. Fehn è stato sostituito da un musicista misterioso soprannominato Tortilla Man.

 

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.