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La storia di come Bruce Springsteen ha scritto ‘Born in the USA’

Bruce Springsteen, o molto più semplicemente “The Boss”, è una delle colonne portanti del rock. Tra i suoi dischi di maggior successo troviamo: Born to Run, Darkness on the Edge of Town, The River e, soprattutto, Born in the USA. Pubblicato nel 1984, il settimo lavoro in studio di Springsteen è stato il suo più grande successo commerciale con oltre 30 milioni di copie vendute solo negli States. Born in the USA è molto più di un album, è il cavallo di battaglia di un’intera generazione.

Bruce Springsteen e il successo l’album Born in the USA

In un’intervista alla rivista “Rolling Stone” nel dicembre dello stesso anno, Springsteen dichiarò che la guerra in Vietnam, il Watergate e la questione iraniana avevano minato l’autostima del popolo americano. E, soprattutto, tutti questi aspetti lo avevano influenzato non poco per la stesura del disco.

L’intenzione di Springsteen era infatti quella di risollevare gli animi, sollevando un moto di fiducia e spronando la gente a provare sentimenti positivi. Ronald Regan, in corsa per le elezioni, lo citò come esempio dei valori americani: il musicista vide però in questo gesto una manipolazione della sua persona e si allontanò definitivamente da certe ideologie.

L’origine del Brano Born in the USA

Il singolo omonimo, prima traccia dell’album, fu scritto inizialmente nel 1981 per un film che Paul Shrader aveva intenzione di realizzare: Born in the USA (cambiato poi nel definitivo Light Of Day). Il titolo scelto inizialmente da Bruce per il brano “Born in the USA” era un altro, più breve e conciso: ‘Vietnam’. Si, perché nel testo Bruce Springsteen riversò tutto il suo malessere, tutti gli effetti della guerra del Vietnam sugli americani. Il brano realizzato per Shrader da Springsteen riuscì così bene che il Boss decise di inserirlo nel suo nuovo album, cambiando definitivamente il nome in “Born in the USA”. Il resto è storia.

Per la potenza evocativa dei suoi brani, carichi di dinamiche sociali e politiche, il cantante americano è stato più volte accostato a Bob Dylan. Bruce Springsteen, inoltre, nel 2002 è stato oggetto di studio per il suo impatto nella letteratura americana: il corpus delle sue canzoni è infatti considerato come una specie di “grande romanzo americano”.

L’origine del soprannome The Boss

L’origine del soprannome di Bruce Springsteen è ancora oggi incerta. Alcuni sostengono derivi dal fatto che, nei primi anni di carriera, era lui a ricevere la paga e a distribuirla tra i membri del gruppo. Secondo altri, invece, è stata la sua abilità nel monopoli a fargli ottenere l’appellativo di “Boss”. Il soprannome, ad ogni modo, è diventato di dominio pubblico a partire dal 1974. Probabilmente non tutti sanno che il cantante ce l’aveva già un soprannome: Bruce era conosciuto da tutti come “The Doctor”, il dottore.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)