See Emily Play, Syd Barrett, Pink Floyd

Tra misticismo e poesia: la storia di “See Emily Play”, pietra miliare dei Pink Floyd

See Emily Play è il secondo singolo dei Pink Floyd dell’era Syd Barrett, e tutti i veri appassionati della band ne conoscono il ritmo e le parole, ma qual è il significato che si cela dietro questa canzone? Presumibilmente, il brano parla di una giovane aristocratica, conosciuta come la ragazza psichedelica. Con i suoi versi mistici, stravaganti, e a tratti infantili, il pezzo contiene un significato molto più profondo. In questo viaggio attraverso la storia di See Emily Play, scopriremo le influenze che hanno contribuito alla creazione di questa piccola pietra miliare; da William Shakespeare e il romanticismo, alle festività pagane.

See Emily Play: uno dei capolavori di Syd Barrett

Inciso il 23 maggio del 1967, e pubblicato il 16 giugno dello stesso anno, See Emily Play è il secondo singolo dei Pink Floyd, singolo che contribuì in modo non indifferente a spianare alla band la strada verso il successo. Dopo l’uscita del brano, i ragazzi londinesi si videro catapultati nel mondo dello showbusiness, tra interviste e apparizioni televisive. Questo provocò all’allora frontman Syd Barrett non pochi problemi, esso infatti ebbe grosse difficoltà ad accettare il fatto di essere riconosciuto come un musicista rock commerciale, invece che come un artista.

Il testo di See Emily Play rappresenta la crème de la crème della scrittura di Barrett; acuti, stravaganti e infantili, i versi sono una pura testimonianza dello spirito degli anni sessanta, e alcuni di loro celano un velato misticismo. È impossibile determinare con esattezza cosa ispirò il cantante per la stesura del testo, come nel caso di molte altre sue canzoni. Syd stesso espose molte versioni, una di queste vede il cantante sentirsi mezzo addormentato in un bosco dopo aver preso della LSD, e in quel bosco incontrò una ragazza insolita.

La storia che ispirò la creazione di See Emily Play

Stando a quanto rivelò il produttore discografico inglese Pete Brown, l’ispirazione principale per la canzone arrivò da una quindicenne di nome Emily Young. Ella amava fare casino da Holland Park alla London Free School con la sua amica Anjelica Huston. Emily era soprannominata la scolaretta psichedelica al suo UFO club. La sua curiosità intellettuale le suggerì di istruirsi da sola, e la sua classe privata consisteva nel leggere i testi di William Blake e altri poeti romantici ed esistenzialisti, e nel vestirsi con lunghe vestaglie dallo stile vittoriano.

La giovane musa di Syd Barrett diventò una notevole scultrice, il cui obiettivo fuquello di raccontare la verità sulle origini della vita e della coscienza umana. Le sue opere, a un primo sguardo, evocano un ricordo dei lavori di Paul Gauguin. Come l’artista francese infatti, Emily Young credeva che la verità sul genere umano fosse primitiva e arcaica, e che essa era nascosta dalle forze della natura.

La storia di Emily Young comunque, è solamente un segmento della canzone di Syd Barrett. I versi di apertura della terza strofa possono venire subito connessi al capolavoro preraffalelita di John Everett Millais Ophelia.  In See Emily Play, Syd canta: “Put on a gown that touches the ground, ah ooh, Float on a river forever and ever, Emily…”. È un secolo intero a separare le due ragazze dalle lunghe vestaglie Emily e Ophelia. Nel quadro di Millais infatti, si vede quest’ultima sdraiata sul letto di un fiume.

See Emily Play unisce simultaneamente tutti gli elementi da cui è costituita la fantasia di Barrett; dalla Regina di Maggio e l’Uomo Verde, alle sostanze psichedeliche, passando per le eroine delle tragedie e i misteriosi mondi della pittura preraffaelita, fino ad arrivare ai poemi romantici visti dagli occhi brillanti e innocenti dei bambini. Il brano del 1967 è allo stesso tempo, un inno ai boschi inglesi, ai salici piangenti, ai fiumi e alle festività pagane, e anche una personificazione di dozzine di archetipi di letteratura europea, tragiche e innocenti fanciulle, come Ophelia.

Galleggiare su un fiume per sempre è la perfetta immagine di un sogno in cui l’anima si muove attraverso il tempo e lo spazio per l’eternità“, disse Emily Young sulla canzone.

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Rebecca Buzzetti, classe 1996. Diplomata come creatrice d'abbigliamento da donna, studentessa di giornalismo. Da sempre appassionata di musica, in particolare rock, arte, sport (soprattutto hockey), letteratura, disegno e scrittura. Persona estremamente ironica, aspirante giornalista e scrittrice. (rebecca.buzzetti@gmail.com)