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‘Sultans of Swing’: la jazz band che ispirò Mark Knopfler per la stesura del brano

Sultans of Swing è uno dei brani più iconici dei Dire Straits: una di quelle canzoni che hanno segnato la storia della musica rock. Pubblicato come singolo nel maggio del 1978 dalla band rock britannica fondata dai fratelli Knopfler, Sultans of Swing ha appassionato intere generazioni di musicisti. Andiamo quindi a scoprire come è nato questo capolavoro, partorito dalla mente geniale di Mark Knopfler.

La jazz band che ispirò Mark Knopfler per la stesura del brano

Il chitarrista britannico, in una recente intervista per Ultimate Classic Rock, ha ricordato la jazz band che ispirò il titolo del brano: “I Sultans of Swing erano un piccola jazz band, li ascoltai per la prima volta in un pub semivuoto a Deptford, un quartiere degradato di Londra.”



Mark ha poi spiegato che il chitarrista presente sul palco quella sera si chiamava davvero George, come raccontato nella canzone: “Penso che fossero davvero sorpresi di avere un pubblico formato da massimo 5 persone.”

La formazione di cui parla Mark Knopfler all’interno della sua canzone è un gruppo che non ha interesse per la popolarità. Una band che antepone al successo la voglia di divertirsi, di fare buona musica e di dedicarsi alla propria passione.



La storia dei veri Sultans of Swing

I Sultans Of Swing, dunque, non hanno alcuna intenzione di rincorrere il successo. Per questo motivo preferiscono esibirsi davanti a un pubblico formato da pochissime persone, in alcuni pub londinesi. La storia di Sultans of Swing è anche un qualcosa di piuttosto romantico. Dimostra l’attaccamento alla musica, la passione che sfida le convenzioni, il concetto di musica che viene prima di ogni altro successo. Ma soprattutto, la canzone dimostra come sia possibile romanzare e dare una grande dignità anche a qualcosa che, nella realtà, è stato fallimentare.

Nella realtà, infatti, accadde che Mark Knopfler venne invitato ad assistere al concerto di una band.abbastanza mediocre, oltre che essere completamente sconosciuta. Fatto sta che il pubblico (composto da 5 o 6 persone) fosse completamente ubriaco, e non prestava assolutamente attenzione a ciò che stava accadendo. La band, dunque, capì che non sarebbe valsa la pena presentare tutti i pezzi della scaletta e accorciò di molto il repertorio. Ma alla fine dell’esibizione, il cantante della band congedò il pubblico dicendo “Goodnight and thank you, we are the sultans of swing” (Buonanotte e grazie a tutti, noi siamo i sultani dello swing). Nella stessa notte Knopfler, affascinato da quell’affermazione, buttò giù i primi accordi del brano.



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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)