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I testi più tristi di Chester Bennington dei Linkin Park

Chester Bennington è stato un cantautore e musicista statunitense, passato alla storia come iconico frontman dei Linkin Park. Nonostante un’infanzia difficile e drammatica – passata tra spostamenti continui, abusi e dipendenza da sostanze stupefacenti – è riuscito a costruirsi una delle carriere più indimenticabili nella storia della musica. Questo fino al 20 Luglio del 2017 quando il suo corpo senza vita è stato ritrovato nella sua dimora di Palos Verdes Estates in California. Per commemorarne la memoria, scopriamo in questo articolo i testi più tristi cantati da Chester Bennington assieme ai Linkin Park. 

LINKIN PARK, LA TRAGICA SCOMPARSA DI CHESTER BENNINGTON

Il 20 Luglio 2017 il corpo senza vita di Chester Bennington viene trovato nella sua dimora in California. Il cantante dei Linkin Park scompare nel giorno del compleanno di un suo caro amico e storico cantante, Chris Cornell, venuto a mancare pochi mesi prima. A pochi giorni dalla scomparsa, le voci e le indiscrezioni sulla morte di Bennington vengono confermate.

Il portavoce del coroner dichiara infatti che il cantante della band statunitense si è tolto la vita dopo una lunga battaglia contro la depressione. Vicino al corpo viene rinvenuta una bottiglia di alcol, ma nessuna traccia di sostanza stupefacente.

MIKE SHINODA, LE PAROLE SUL COMPAGNO DI BAND DEI LINKIN PARK

Ad un anno di distanza dalla tragica scomparsa dell’amico e compagno di band Chester Bennington, Mike Shinoda lo ricordò con queste parole. “Era davvero rumoroso e non intendo solo a livello di volume – aveva esordito il cantante, come riportato da HuffPost aveva una personalità rumorosa. […] Era un ragazzo divertente ma anche complicato”. 

Parole che confermano la vita difficile e travaglia del cantante dei Linkin Park. Un’esistenza segnata dall’instabilità, dalla depressione e dalla droghe. “Il fatto è che conoscevamo quel ragazzo, sapevamo cosa stava passando – continuò a raccontare Mike Shinoda lui sapeva con cosa avesse a che fare. E’ tutto qui. Era un processo continuo, come quello che fa chiunque abbia a che fare con una cosa del genere, è una cosa continua”. 

EASIER TO RUN, METEORA

Iniziamo questa breve classifica sui testi più tristi dei Linkin Park, con Easier to Run, estratto dall’album del 2003 Meteora. Si tratta sicuramente di una delle canzoni più malinconiche e buie cantate da Chester Bennington, con il tema dominante del dolore che continua a perseguitare dal passato e un senso di solitudine soffocante. “It’s easier to run / Replacing this pain with something numb / It’s so much easier to go / Than face all this pain here all alone” canta Bennington.

Il senso di Easier to Run è che, per quanto sembri più semplice e desiderabile sfuggire dal proprio passato facendo finta che non esista, il dolore prima o poi deve essere affrontato. “Sometimes I remember the darkness of my past / Bringing back these memories I wish I didn’t have / Sometimes I think of letting go and never looking back / And never moving forward so there’d never be a past”. 

NUMB, METEORA

Al secondo posto di questa classifica su Chester Bennington troviamo un classico indimenticabile dei Linkin Park, ovvero Numb tratto sempre dall’album Meteora. Un altro testo triste, che parla del senso di inadeguatezza e alienazione che si prova di fronte alle pretese altrui.

Numb è la constatazione rassegnata e malinconica di chi non riesce a far conciliare la propria interiorità con un mondo esterno che pretende e basta, puntando il dito e giudicando.

PUSHING ME AWAY, HYBRID THEORY

Al terzo posto eccoci con Pushing me Away estratto dal lavoro discografico del 2000 Hybrid Theory. Ancora una melodia emozionante e indimenticabile, ancora una canzone che parla della frustrazione e della malinconia che seguono ad una relazione fallita.

Pushing me Away racconta proprio la fine di un rapporto umano, quando ci si rende conto che le cose sono finite da tempo. Chester Bennington canta con empatia e profondità la solitudine umana. “Why I never walked away / Why I played myself this way / Now I see your testing me pushes me away”. 

ONE STEP CLOSER, HYBRID THEORY

Al quarto posto il brano One Step Closer estratto dall’iconico album Hybrid Theory. Mike Shinoda avrà a dire che il testo parla della “sensazione di esseri giunti alla fine delle propria vita […] E’ un brano molto auto-descrittivo ed è facile comprendere e probabilmente molto facile relazionarsi con esso”. 

“Everything you say to me
Takes me one step closer to the edge
And I’m about to break
I need a little room to breathe
‘Cause I’m one step closer to the edge
And I’m about to break”

VALENTINE’S DAY, MINUTES TO MIDNIGHT

Infine all’ultimo posto di questa breve classifica sui testi più tristi di Chester Bennington e dei Linkin Park troviamo il brano Valentine’s Day, estratto dall’album Minutes to Midnight. Nonostante il senso apparentemente romantico e ingenuo che trasmette il titolo – le atmosfere del giorno degli innamorati – la canzone è pervasa dalla malinconia e dalla perdita di qualcuno che si ama. Chester Bennington canta di nuovo, con straziante verità, la solitudine più pura nel giorno in cui la si percepisce di più.

“And the clouds above move closer
Looking so dissatisfied
And the ground below grew colder
As they put you down inside
But the heartless wind kept blowing, blowing
So now you’re gone, and I was wrong
I never knew what it was like to be alone”

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.