17 January, 2021, 06:55

The Beatles, l’affascinante storia del logo della band

Buona parte della straordinaria fama dei Beatles a livello mondiale dipende anche dalla realizzazione di un logo altamente iconico. Eppure, forse non tutti sanno che questo marchio è nato in maniera piuttosto casuale, come spesso può succedere nell’ambiente musicale. Diamo un’occhiata alle origini del logo dei Fab Four e concentriamoci sulla sua storia, in grado di nascondere numerosi aneddoti davvero molto intriganti. Scopriamoli insieme nelle righe seguenti.

Come è nato l’iconico logo dei Beatles

La nascita del logo dei Beatles è avvenuta in circostanze alquanto particolari. Tutto iniziò nella primavera del 1963, quando il batterista dei Fab Four, Ringo Starr, si recò presso il supermercato London Drum City per andare a fare la spesa. Insieme a lui, c’era anche il manager del celebre quartetto, Brian Epstein. I due avevano l’intenzione di trovare una pelle di ricambio per la cassa della loro batteria. All’inizio, il loro obiettivo era semplicemente quello di aggiungere il nome della band sullo strumento musicale. Ma le cose andarono molto diversamente.

Infatti, Starr ed Epstein si imbatterono nel rivenditore Ivor Arbiter, che non sapeva neanche che davanti a lui avesse una star come Ringo. L’uomo effettuò il disegno del nome del gruppo in maniera alquanto frettolosa ed inserì una T allungata, che sarebbe diventata nota anche come drop T. Il negozio incassò solo 5 sterline per un lavoro del genere, opera del decoratore Eddie Stokes. Ad ogni modo, al batterista piacque molto e scelse di farlo posizionare a bordo del tamburo. Sarebbe diventato un marchio registrato solo nel 1990, ma buona parte dei fan dei Beatles lo fece proprio. Negli anni successivi, sarebbero stati aggiunti vari tipi di immagini grafiche per rendere il marchio ancora più solenne, comprese le figure dei Fab Four.

Perché quella lettera T allungata

Uno degli aspetti più intriganti del logo dei Beatles è senz’altro rappresentato da quella particolare T allungata, della quale abbiamo già accennato in precedenza. L’accorgimento è sembrato un po’ frettoloso, ma in tempi recenti Ivor Arbiter ne ha spiegato il significato. Il suo intento era quello di porre in evidenza la parte iniziale del nome, ossia Beat. Inoltre, in alto, non poteva mancare il classico The come articolo determinativo in lingua inglese, dal carattere dalle dimensioni inferiori rispetto a quello attuato per il nome della band. Sono piccoli particolari, ma hanno contribuito a rendere l’immagine del complesso britannico mitica.

La scelta del colore e del carattere del logo

Fu così che il logo divenne celebre a livello mondiale, nonostante la sua semplicità. Certo, sembra un disegno realizzato in pochi secondi e neanche senza troppo impegno. Ma forse è proprio la sua assoluta pulizia, senza alcun disegno a mano, a renderlo così caratteristico e stimato. Questo marchio ha dato spunto per la realizzazione di un font informatico, denominato Bootle e abbastanza ispirato al nome dei Beatles. Fin dalla sua apparizione, è stato inciso nell’unico colore nero, posizionato su sfondo bianco per renderlo ben visibile.

La scelta è stata dovuta all’esigenza di cercare il massimo dello stile e dell’eleganza. Inoltre, il nero viene considerato come un mix tra tutti gli altri colori esistenti, un po’ come i Fab Four erano alla ricerca di uno stile musicale in grado di mescolare ogni altro genere. Nonostante un sodalizio durato meno di un decennio, McCartney, Lennon, Starr e Harrison ci riuscirono benissimo.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)