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The Dark Side of the Moon: 5 curiosità sul capolavoro dei Pink Floyd

The Dark Side of the Moon rappresenta, senza alcun dubbio, l’album più celebre di sempre nella discografia dei Pink Floyd, oltre che uno dei prodotti discografici che maggiormente hanno ottenuto successo nell’ambito della storia della musica e del rock. Il prodotto discografico in questione, che rappresenta l’ottavo album in studio dei Pink Floyd, è stato pubblicato il primo marzo del 1973, negli Stati Uniti d’America, mentre ha trovato pubblicazioni in Gran Bretagna soltanto il 23 marzo dello stesso anno. Al fine di ricordare uno dei più grandi capolavori di sempre nell’ambito della storia del rock, vogliamo considerare 5 curiosità riguardanti The Dark Side of the Moon.

Il successo di The Dark Side of the Moon

The Dark Side of the Moon è un album che, come spesso abbiamo sottolineato, ha ottenuto un larghissimo successo, dimostrato non soltanto dalle certificazioni che il prodotto discografico ha ottenuto, ma anche e soprattutto dai dati riguardanti il posizionamento nelle classifiche di vendita dell’album stesso. Essendo stato un grandissimo successo immediato, ha toccato le 741 settimane di permanenza all’interno della classifica statunitense Top LPs & Tapes, raggiungendo le 1100 settimane nella classifica dei top album nel catalogo statunitense nel marzo del 2014. Al fine di sottolineare il grandissimo successo di questa album, comunque, basti considerare il numero di copie vendute in tutto il mondo. Parliamo di oltre 50 milioni di copie vendute, tra cui più di 15 milioni negli Stati Uniti e più di 4 milioni e mezzo nel mercato britannico.

La registrazione di The Dark Side of the Moon

Tra le 5 curiosità riguardanti The Dark Side of the Moon non può non essere citata quella che riguarda la raffinata e particolare registrazione dell’album dei Pink Floyd, che si concluse all’interno degli Abbey Road Studios di Londra, pur essendo stata avviata in altre sedi. Cercando di realizzare un album che potesse proseguire la scia iniziata da Meddle, i Pink Floyd utilizzarono alcune delle tecniche di registrazione più avanzate all’epoca, come la registrazione multitraccia e i nastri magnetici in loop. Per questo motivo, in molte tracce è presente il sottofondo dettato da rumori di ambiente, o che vede la presenza di frammenti parlati che rimandano a concetti filosofici del concept album, e che sono stati fortemente voluti dal tecnico del suono Alan Parsons.

The Dark Side of the Rainbow

Una delle leggende che maggiormente si è sviluppata nella storia della musica è quella che prende il nome di The Dark Side of the Ranbow, e che porta i Pink Floyd ad aver collaborato, anche se soltanto concettualmente, con il celebre prodotto cinematografico Il Mago di Oz. Per The Dark Side of the Raimbow si intende una struttura del prodotto discografico dei Pink Floyd, che sarebbe stata opportunamente pensata per essere sovrapposta al celebre film, sia dal punto di vista prettamente ritmico, per quanto la durata dei due prodotti sia differente, sia dal punto di vista concettuale.

I tributi a The Dark Side of the Moon

Meritano di essere sottolineati, anche se in misura non completa rispetto alle numerose pubblicazioni che sono avvenute in tal senso, anche i tributi realizzati per i Pink Floyd è il loro grande capolavoro artistico. Basti pensare al tributo che ha preso il nome di Return to The Dark Side of the Moon, del 2006, che vede la presenza di alcuni artisti come Dweezil Zappa, Rick Wakeman e Adrian Belew; anche gli Easy Star All Stars, artisti reggae newyorkesi, hanno realizzato un tributo per i Pink Floyd, che prende il nome di Dub Side of the Moon, mentre il gruppo Voice ne ha realizzato un’intera versione a cappella.

E ancora, nel 2004 è stato realizzato una versione dell’album che prevede la sola presenza di un quartetto d’archi, mentre diversi artisti italiani, guidati dalla produzione di Pier Gonella, hanno realizzato una versione più rock e strumentale dell’album stesso.

I problemi legali per The Great Gig in the Sky

Ultima tra le 5 curiosità riguardanti The Dark Side of the Moon è quella strettamente correlata alla realizzazione di The Great Gig In The Sky, che vede la presenza dello splendido e iconico ha solo vocale di Clare Torry. La cantante, che fu fortemente voluta e suggerita da Alan Parsons, tecnico del suono della band, realizzò l’assolo tematico del brano, che tenta di descrivere, attraverso le note urlate dalla cantante, il tema della morte. Considerata come semplice collaboratrice artistica, la cantante venne pagata 30 sterline ma, nel 2004, fece causa alla band per essere inserita all’interno dei crediti dell’album, per ottenere riconoscimenti legati anche alle royalties del brano.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.