gtag('config', 'UA-102787715-1');

The Dirt e Bohemian Rhapsody: differenze fra i due grandi biopic del Rock n Roll

Negli ultimi anni il fenomeno dei biopic, le piccole incentrate sulla vita e la carriera di determinate band o artisti, ha avuto un seguito non indifferente. Sono tantissimi i registi che hanno deciso di omaggiare star e band internazionali realizzando documentari e biopic. Uno di quelli che ha riscosso più successo è senza ombra di dubbio Bohemian Rhapsody, la pellicola incentrata sulla carriera dei Queen. Qualche tempo fa al bassista dei Motley Crue, Nikki Sixx, è stato chiesto un confronto tra il biopic incentrato sulla sua band, The Dirt e il vincitore di ben 4 premi Oscar Bohemian Rhapsody.

Le differenze tra The Dirt e Bohemian Rhapsody

In un’intervista per Pollistar il bassista dei Motley Crue, Nikki Sixx, ha aperto un’ampia parentesi sulle differenze tra il biopic Bohemian Rhapsody e The Dirt, il film diretto da Jeff Tremaine che ripercorre la turbolenta carriera della sua band.

“La pellicola sui Queen ha rappresentato un passo importante per l’industria musicale e cinematografica, dando il via ad un genere tutto nuovo. I Queen sono una delle mie band preferite e sono molto contento che Bohemian Rhapsody abbia dato la giusta spinta agli artisti a parlare di determinati aspetti della loro vita. La cosa emozionante di questo film è che c’è una band che scrive la propria musica e lo fa in modo creativo e geniale e ognuno dei membri è dotato di una personalità diversa. Penso che le scelte di vita di Freddie, alla fine, siano state la vera causa della sua morte.”

Nikki Sixx su The Dirt, il film incentrato sulla carriera dei Motley Crue

Il bassista dei Motley Crue è passato poi ad analizzare il biopic The Dirt, uscito 18 marzo del 2019:

“Ciò che spero innanzitutto è che le persone capiscano realmente che quelli erano altri tempi, era un’altra era e soprattutto spero conoscano bene la storia della nostra band. Eravamo figli deli anni settanta e le band che stavamo emulando erano piuttosto selvagge, non so se mi spiego. Gli anni ottanta poi, sono stati pieni di eccessi e pazzie. L’ultima cosa che spero è che le persone comprendano che la musica è stata il motore principale di questa band e che il nostro stile di vita ci ha portato ad overdosi, incidenti stradali e tanto tanto altro. La cosa più importante, in tutto ciò, è sempre stata la musica: ecco perché ci teniamo particolarmente alla colonna sonora, per noi è veramente molto importante.”

Share

Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)