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Motley Crue, quella volta che spesero 10 milioni di dollari per…

I Motley Crue li conosciamo tutti, per il loro talento hair e heavy metal e anche (anzi, molti direbbero soprattutto) per le loro vicende extra-musicali. Eppure, nonostante molti sono stati i casi di incidenti, disordini e comportamenti a dir poco bizzarri, i membri della band non erano stupidi. Tralasciamo per il momento il discorso tipicamente tecnico, musicale e compositivo in generale. Ci stiamo riferendo al carattere più gestionale, economico e di management della band che vedeva in Nikki Sixx, il bassista, come principale mente creativa. Quella volta, il gruppo spese 10 milioni di dollari. Perché?

Il miglior affare della band

Allen Kovac, manager di lunga data dei Motley Crue, ha affermato che uno dei migliori affari della band è stato quando hanno speso 10 milioni di dollari, ma non per sciocchezze. Li hanno usati per comprare il loro catalogo di brani e di album dalla loro precedente etichetta discografica. Ma non è così semplice spiegarlo, andiamo per ordine. Nel 1998 I Motley Crue videro scadere il loro contratto con l’Elektra Records, e presero quindi il controllo totale (ripetiamo, TOTALE) della loro produzione.

Caso unico
Un caso piuttosto simile a questo vedeva come protagonisti i Beatles e Michael Jackson. Il Re del Pop fu il dolce benefattore dei Fab Four comprando i diritti delle loro canzoni per poi cederli, negli anni, ad altre società. Ma in verità, per Motley Crue fu ancora diverso e solo parzialmente simile a quello dei Beatles. Il gruppo di Los Angeles fu infatti uno dei pochissimi gruppi e artisti nella storia a possedere e controllare le proprie pubblicazioni e registrazioni. Nell’anno successivo, ovvero nell’allora 1999, il gruppo pubblicò nuovamente tutti i propri album sotto il nome di Crücial Crüe.

Reunion… economica
Ha sostenuto che la mossa – e altri hanno consigliato alla band di evitare – li ha messi in grado di incassare moltissimo dal loro biopic The Dirt. Pare che sia questo uno dei motivi principali per cui hanno recentemente annunciato un tour di reunion per il 2020Kovac, il loro storico agente, ha detto a Fox Business: “alcol, droghe ed ego hanno sempre ostacolato il continuo successo della band quando ha iniziato a lavorare. Ciò che ha cambiato tutto sono state le riunioni in cui ci riuniamo due volte l’anno e ci dicevamo che saremmo stati in grado di comunicare e superare le sfide. I Motley Crue fanno parte di un gruppo unico di artisti che possiedono le loro creazioni”.

Accordi economici
Kovac continua: “Essi decisero che sarebbero stati d’accordo con me invece che con i loro avvocati e dirigenti d’azienda e avrebbero speso 10 milioni di dollari per le loro canzoni… sarebbero stati padroni con libri, biglietti e film per ampliare la loro fanbase a livello globale. Ci vuole coraggio per spegnere a otto cifre. Ci vuole coraggio per provare nuove cose”. Anche se l’album di maggior successo dei Motley Crue, Dr. Feelgood, ha 30 anni, Kovac ha notato che il biopic The Dirt ha portato a uno spostamento della loro base di fan da un età 45-58 anni al gruppo di età 18-45 anni.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.