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The Division Bell: la storia dell’album della rottura dei Pink Floyd

Gli amanti dei Pink Floyd e i conoscitori della formazione britannica sanno che, nonostante l’abbandono di Roger Waters e la rottura della formazione britannica, i superstiti all’interno della band non hanno smesso di realizzare musica servendosi del nome della formazione e, per quanto ci siano state polemiche e giudizi discordanti in merito, non si può certamente parlare di un impianto artistico che non abbia livello. L’album emblematico della rottura dei Pink Floyd, per quanto non sia stato quello realizzato direttamente a seguito dell’abbandono di Roger Waters, è The Division Bell: possiamo affermare ciò senza problemi da un lato per quelle dichiarazioni dello stesso Waters (che ha parlato di robaccia senza senso dall’inizio alla fine), dall’altro per l’effettiva complessità di un prodotto discografico che molto spesso è stato sottovalutato nella storia.

La storia di The Division Bell dei Pink Floyd

A sette anni dalla realizzazione di A Momentary Lapse Of Reason, primo album in studio che i Pink Floyd avevano realizzato in assenza di Roger Waters, la formazione britannica decise di tornare in studio per la realizzazione di un nuovo prodotto discografico, che si arricchisse di numerose collaborazioni artistiche che facevano capo sicuramente alla figura di Bob Ezrin. L’album, che vide per la prima volta il trio collaudato e senza difficoltà di coesione, venne registrato all’interno dello studio Astoria, di proprietà di David Gilmour.

Il tema fondamentale del disco, che si basa sull’incomunicabilità tra gli individui, fu suggerito al chitarrista della formazione britannica dalla sua nuova compagna, che gli offrì anche lo spunto per la realizzazione dei testi e delle composizioni. L’album, a sua volta, si arricchisce non soltanto di testi che rispecchiano il tema stesso, ma anche di riferimenti concettuali alle figure di Syd Barrett e Roger Waters, cui sembra essere rivolta una frecciata in Lost For Words. 

La tracklist dell’album e la formazione dei Pink Floyd

La differenza fondamentale, ovviamente, nella realizzazione di The Division Bell c’è stato nell’impianto di una formazione che ha fatto a meno di Roger Waters ma che, allo stesso tempo, si è arricchita di una serie di musicisti che hanno supportato la realizzazione del disco, come da tendenza degli stessi Pink Floyd che, però, hanno ampliato la presenza di “ospiti” all’interno del loro album. La formazione dei Pink Floyd per The Division Bell è stata la seguente:

Gruppo
  • David Gilmour – chitarra, voce, basso, tastiera, programmazione
  • Nick Mason – batteria, percussioni
  • Richard Wright – tastiera, voce
Altri musicisti
  • Jon Carin – programmazione, tastiera aggiuntiva
  • Guy Pratt – basso
  • Gary Wallis – percussioni, programmazione percussioni
  • Tim Renwick – chitarra
  • Dick Parry – sassofono tenore
  • Bob Ezrin – tastiera, percussioni
  • Sam Brown, Durga McBroom, Carol Kenyon, Jackie Sheridan, Rebecca Leigh-White – cori
Produzione
  • Bob Ezrin, David Gilmour – produzione
  • Andrew Jackson – ingegneria del suono
  • Michael Kamen – arrangiamenti orchestrali
  • Edward Shearmur – orcherstrazioni
  • Steve McLoughlin – registrazione orchestra
  • Chris Thomas – missaggio
  • Tony May, Rupert Truman, Stephen Piotrowski – fotografie
  • Peter Curzon, Ian Wright – grafiche

Quanto, invece, alla tracklist dell’album, si tratta della seguente:

  1. Cluster One – 6:00 (musica: Richard Wright, David Gilmour)
  2. What Do You Want from Me – 4:21 (testo: Polly Samson, David Gilmour – musica: David Gilmour, Richard
  3. Wright)
  4. Poles Apart – 7:04 (testo: Polly Samson, David Gilmour, Nick Laird-Clowes – musica: David Gilmour)
  5. Marooned – 5:30 (musica: Richard Wright, David Gilmour)
  6. A Great Day for Freedom – 4:17 (testo: Polly Samson, David Gilmour – musica: David Gilmour)
  7. Wearing the Inside Out – 6:47 (testo: Anthony Moore – musica: Richard Wright)
  8. Take It Back – 6:12 (testo: Polly Samson, David Gilmour, Nick Laird-Clowes – musica: David Gilmour, Bob Ezrin)
  9. Coming Back to Life – 6:20 (David Gilmour)
  10. Keep Talking – 6:10 (testo: Polly Samson, David Gilmour – musica: David Gilmour, Richard Wright)
  11. Lost for Words – 5:14 (testo: Polly Samson, David Gilmour – musica: David Gilmour)
  12. High Hopes – 8:30 (testo: Polly Samson, David Gilmour – musica: David Gilmour)
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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.