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The Doors, Robby Krieger: “Le droghe hanno rovinato la nostra carriera”

I Doors rappresentano, come spesso abbiamo avuto modo di sottolineare, una formazione che ha fatto la storia per una serie di motivi e che, allo stesso tempo, si è sempre proposta attraverso un modo originale, innovativo e rivoluzionario di far musica. Ciò è stato, soprattutto con Jim Morrison, accompagnato da quegli eccessi che hanno caratterizzato la carriera della formazione e gran parte delle sue scelte, delle sue azioni. Secondo Robby Krieger, chitarrista della formazione e personalità tutt’altro ininfluente, le droghe sarebbero state in grado di rovinare la carriera della band dei Doors: vi citiamo la sue parole.

L’intervista di Robby Krieger sulla musica dei Doors

Prima di prendere in considerazione l’oggetto dell’articolo, in merito al rapporto dei Doors con le droghe che hanno cambiato e peggiorato irreversibilmente le loro vite, Robby Krieger ha sottolineato tutti quei processi creativi che hanno portato alla realizzazione del primo album in studio della formazione, oltre che del più grande successo della stessa, Light My Fire.

A proposito di quest’ultima: “Era una canzone dedicata alla passione. Conoscevamo il suo potenziale. Alla Elektra Records piaceva a tutti, ma aveva un difetto. Era troppo lunga per essere trasmessa in radio. E senza promozione radiofonica sapevamo che non avrebbe avuto successo. Il nostro produttore (Paul Rothchild, ndr) un giorno ci chiamò e ci fece ascoltare una versione perfettamente tagliata e rimontata senza gli assolo. Durava tre minuti ma sconfessava tutto quello in cui credevamo. Non volevamo farlo. Ma uscimmo dal suo studio dopo aver dato il nostro assenso. E finimmo primi in classifica”.

Il chitarrista, inoltre, ha spiegato quale sia stato il motivo del successo del primo album: “Le canzoni. Hanno fatto la differenza e la fanno ancora oggi. Siamo stati un gruppo diverso dagli altri. La poesia di James era la padrona di casa. Ognuno di noi portava in dote un tocco di personalità, le proprie passioni e influenze: io ero innamorato del flamenco, Ray amava la scuola di Chicago e il blues, John seguiva il jazz. Nessuno aveva mai scritto musica come quella prima d’ora. È un’opera irripetibile. Contiene una serie di combinazioni che la storia ha reso uniche”.

Robby Krieger e il rapporto con le droghe dei Doors

Venendo al punto della questione, il chitarrista dei Doors ha avuto modo di spiegare quale sia stato il rapporto con le droghe da parte della formazione dei Doors, sottolineando anche quali siano stati gli effetti avvertiti negli anni: “Penso che sia stata un’influenza positiva. Almeno all’inizio. Tutti cominciammo ad assumere droga con l’idea di esplorare la mente. Allo stesso tempo cominciava a diffondersi una cultura esoterica in cui si ascoltava la musica di Ravi Shankar e tutto ciò che arrivava dall’Oriente. Jim e molti altri hanno esagerato. Agli stupefacenti si è aggiunto l’alcol in dosi sempre più massicce. Ed è stata una rovina”.

In ultimo, ha fornito un importante ricordo di Jim Morrison: “Non ci sarà mai un artista come lui. Aveva una grande personalità. Non gli interessavano i soldi. L’unica cosa che lo smuoveva era la poesia. Jim era un esploratore dell’universo e non si fermava davanti a nulla. Metteva in gioco anche la sua vita in cambio di emozioni e risposte alle sue domande”.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.