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The Wall: trama, curiosità e aneddoti sul capolavoro dei Pink Floyd

Quello di “The Wall” non è un semplice LP. Esso racconta una vera e propria storia che le splendide ritmiche e i cambiamenti vocali di Roger Waters rendono talmente reale da far sentire l’ascoltatore parte integrante della stessa. L’album è un racconto caratterizzato da una trama disturbante. Diversi sono i progetti legati al disco e non mancano le curiosità. “The Wall” è inoltre uno degli album doppi più venduti della storia.

The Wall: trama del disco dei Pink Floyd

Il disco nacque dalla sensazione di distacco che Waters ad un tratto sentì nei confronti del pubblico che assisteva ai loro concerti. “The Wall” è un vero e proprio racconto caratterizzato da una trama cruda e realistica. Il disco narra la storia di un personaggio inventato, Pink (ispirato a Roger Waters e Syd Barrett), il quale, durante tutto l’arco della vita, è costretto ad affrontare ostacoli continui: la morte del padre durante la guerra seconda guerra mondiale, una madre iperprotettiva, le vessazioni del maestro, i tradimenti della moglie.

Pink, diventato una celebre rockstar, analizza la sua esistenza, chiudendosi al contatto con il mondo esterno: quello che erge è un vero e proprio “muro“. Questo suo isolamento non fa altro che farlo sentire più solo e incompreso che mai. Pink, per continuare a vivere, è dunque costretto ad affrontare “il muro”. Il personaggio, però, è come imprigionato e i suoi produttori lo vedono solo come una macchina per ricavare guadagni. Infatti, il protagonista cade in overdose dalla quale questi lo salvano con il solo intento di mandarlo sul palco per la sua imminente esibizione.

Pink capisce che il solo modo per salvarsi è quello di analizzare la propria vita. Il personaggio assiste quindi ad un processo mentale con giudice, accuse e testimoni (madre, maestro e moglie) al termine del quale, il muro viene abbattuto e il protagonista può riprendere i contatti con i sui simili e con il mondo esterno. Pink è finalmente libero.

Pink Floyd The Wall: il film sul concept album

All’album “The Wall” sono seguiti vari progetti. Nel 1982 venne realizzato il film “Pink Floyd The Wall”. Le musiche del gruppo fanno da sottofondo ad un film potente e psicologicamente violento. Le animazioni delle canzoni dell’album furono ideate da Gerald Scarfe. Egli ritrae un mondo angosciante e disturbante. Le figure dei vari personaggi sono deformi. Immagini di sangue, croci, bombardamenti, atrocità, bambini gettati nel tritacarne sono solo alcuni degli elementi usati da Scarfe per queste rappresentazioni psichedeliche.

Nel 2015 è uscito il film evento “The Wall” tratto dalle riprese di una data del tour di Roger Waters nel 2013. Il film alterna il concerto al viaggio personale del cantante per rendere onore alla scomparsa del padre e del nonno. La scenografia del concerto, alle spalle di Waters, vede evolversi la costruzione e la distruzione finale di un “muro”.

The Wall: curiosità e aneddoti

Ecco alcune curiosità legate al magnifico LP. Nel 1989 durante un’intervista, Roger Waters dichiarò che il concerto di “The Wall” si sarebbe potuto tenere ancora dal vivo solo in seguito alla caduta del muro di Berlino. Il 21 luglio del 1990 nella capitale tedesca si tenne il concerto e Roger Waters ospitò anche personaggi di fama internazionale che si esibirono con lui sul palco.

La marcia dei martelli incrociati inneggia all’abbattimento di tutte le barriere, in qualsiasi modo si intendano. Lo stemma che li ritrae è un simbolo ricorrente durante tutta l’opera. Questo è anche collocato su una fascia portata sul braccio sinistro da Pink e da diversi personaggi nel film del 1982 e dallo stesso Waters.

Anche la copertina fu ideata da Gerald Scarfe. Il primo progetto prevedeva la rappresentazione di un semplice muro di mattoni bianchi, ma la casa discografica obbligò il gruppo e Scarfe ad aggiungere nome della band e titolo dell’album. Così Gerald Scarfe aggiunse la scritta “Pink Floyd The Wall” sui mattoni del muro, come se fosse stata creata di fretta con una bomboletta spray, pensando poi di correggerla e sistemarla ma questa idea non fu mai concretizzata.

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Classe 1997. Studentessa alla facoltà di lettere moderne e contemporanee di Torino. Sono una vera appassionata di musica, soprattutto anni '60, '70 & '80. Suono la chitarra dall'età di sette anni. Mi piacciono anche la pittura, la letteratura, la poesia… Aspirante giornalista e scrittrice. Per me la musica è l'elemento indispensabile per la sopravvivenza dell'uomo. "Senza musica la vita sarebbe un errore" Friedrich Nietzsche. (giuliacantu97@gmail.com)