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The Who,Roger Daltrey: “Senza la band Pete Townshend non sarebbe nessuno”

Nel corso di una recente intervista rilasciata per How To Wow, il leggendario cantante degli Who, Roger Daltrey, ha affrontato gli argomenti più disparati, pur soffermandosi sulla sua controversa opinione sul compagno di band Pete Townshend. Il frontman si è concesso ai microfoni del podcast per promuovere il suo nuovo libro, intitolato Thanks A Lot Mr. Kibblewhite. Durante il colloquio, come detto, Daltrey ha toccato diverse tematiche, tra queste l’iconico Live Album At Leeds del 1970. In merito al concerto, il frontman l’ha reputato “uno dei tanti”, scioccando l’intervistatore che, prontamente, gli ha ricordato la profonda ammirazione con cui i milioni di fan della band guardano quell’evento.

Proprio in merito al parere degli ascoltatori, Roger Daltrey ha detto: “Penso sia solo l’opinione del pubblico. Non significa molto per me. Voglio dire, mi interessa, ma non credo possa cambiare la realtà dei fatti. Per quanto mi riguarda, quello a Leeds fu solo un concerto e quello immediatamente successivo seppe essere anche migliore. All’epoca, l’album irruppe nelle classifiche per la sua crudezza e la verve che avevamo dal vivo. Il disco uscì in un periodo in cui avevamo capito da poco di essere dei veri musicisti. L’ego stava cominciando a sparire. Ci stavamo divertendo ad essere una band. Le voci sorte sul nostro conto in quel periodo sapevano essere scoraggianti, ma andammo oltre”. 

Le parole di Roger Daltrey su Pete Townshend

Successivamente, il discorso si è spostato su Pete Townshend, chitarrista e principale compositore degli Who, verso il quale Roger Daltrey non ha speso, in un primo momento, parole di stima: “Onestamente, penso che Pete Townshend verrà ricordato per sempre come un autore importante. Al contempo, però, credo che senza la chimica che c’era nella band, Pete sarebbe rimasto nell’ombra di qualcun altro. Erano gli Who a rendere iconiche le canzoni di Pete Townshend. Penso che senza il genio di Keith e di John e, senza di me, senza le dinamiche che creavamo, la band non sarebbe diventata così importante. Le cose sarebbero andate diversamente”.

Infine, a Roger Daltrey sono state ricordate le parole di Townshend. Riguardo i loro attriti, infatti, il chitarrista spiegò che, a suo avviso, fossero il frutto di una mancanza di comunicazione. Il frontman, non ha contraddetto l’opinione del collega, affermando: “Si, penso si tratti di questo. Non so se avessimo avuto bisogno di parlare di più. Ma ormai non è importante. Voglio dire, la cosa fondamentale era scrivere qualcosa che potesse piacere all’altro. La mia prerogativa era poter enfatizzare i concetti laddove ce ne fosse bisogno. Il resto delle cose non mi sono mai interessate. Mi importava di lui? Certo che si, è un amico e mi sta veramente a cuore.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)