gtag('config', 'UA-102787715-1');

Touch Me: alcune curiosità sul capolavoro dei Doors

Ha visto la luce nel 1968 e, da quel momento in poi, è stata una canzone caratterizzante all’interno della discografia dei Doors. Touch Me, con la sua patina musicale, il suo testo piuttosto esplicito, le storie e i riferimenti che sono nati proprio dal brano e tanto altro ancora, può ritenersi un vero e proprio capolavoro della band statunitense. Abbiamo raccolto una serie di informazioni e curiosità che riguardano il brano, pubblicato il 28 dicembre di cinquanta anni fa.

Il testo di Touch Me

Se è vero che i Doors sono passati alla storia per alcune canzoni d’amore di una bellezza indiscutibile, Touch Me parla poco d’amore e molto di sesso. Il brano della band è, inconfondibilmente, una canzone improntata in quell’ambito: parla dall’inizio alla fine dello stesso, attraverso riferimento più o meno espliciti, e la sua celebrità deriva proprio da questi ultimi.

La canzone è stata scritta da Robby Krieger, che fu chitarrista dei Doors, ed è contraddistinta dall’uso eccessivo e iconico di ottoni e strumenti ad arco: all’interno della canzone, infatti, trovano spazio anche un assolo del noto sassofonisti Curtis Amy e l’utilizzo di clavicembalo e organo da parte di Ray Manzarek.

Il successo commerciale dei brano dei Doors

Il brano dei Doors ebbe molto successo in patria e anche all’estero, ottenendo ottimi posizionamenti all’interno delle più importanti classifiche di vendita. Soltanto in Gran Bretagna Touch Me non ebbe lo stesso successo, di fatto non posizionandosi mai nella classifica dei singoli più venduti all’interno del paese.

Il singolo pubblicato il 28 dicembre del 1968 raggiunse, infatti, il terzo posto all’interno della Billboard Hot 100 alla fine dell’anno stesso, e il primo – nel 1969 – all’interno della Cashbox Top 100. Successo anche all’estero, in particolar modo in Canada (primo posto nella RPM Canadian Singles Chart) e in Australia (decimo posto nella Kent Music Report).

I diversi titoli della canzone

Touch Me non fu il primo titolo che fu pensato per il brano, e il testo stesso della canzone subì alcune modifiche per motivi di praticità. Prima di chiamarsi così com’è passato alla storia, il brano dei Doors si chiamava “I’m Gonna Love You” (da un vero ripetuto dal coro), poi era stato pensato – come titolo – “Hit Me”, in riferimento al blackjack.

Per quanto riguarda quest’ultimo titolo, esso caratterizzava anche il primo verso (“Dai, colpiscimi… non ho paura”), ma Morrison decise di cambiarlo perchè la folla nei concerti avrebbe potuto equivocare, pensando al verso come un vero invito a colpirlo. 

L’allusione alla pubblicità dell’Ajax e la polemica di Light My Fire

Attorno al brano dei Doors nacque una polemica per una presunta allusione alla pubblicità dell’Ajax, che rimanda – idealmente – a un’altra che ci fu per un’altra pubblicità e che riguardava il brano Light My Fire. Se per quest’ultima, ben più nota canzone, Jim Morrison vietò il suo utilizzo all’interno delle pubblicità, sembrò che per Touch Me il riferimento fosse più velato, ma comunque esistente.

In effetti l’ultimo verso della canzone (“Stronger than dirt”) e le ultime note fanno pensare allo slogan e alla sigla della pubblicità della nota azienda di detersivi.

 

Share

Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.