Travis Barker: come ha iniziato a suonare il batterista dei Blink-182

Travis Barker: come ha iniziato a suonare il batterista dei Blink-182

Travis Barker: 43 anni per il batterista dei Blink-182

Era il 14 novembre del 1975 quando nacque, a Fontana (in California), Travis Barker. Noto essenzialmente per essere stato – dal 1998 al 2005 e poi dalla reunion del 2009 – il batterista dei Blink-182, Barker rappresenta una personalità musicale piuttosto complessa; una personalità che ha saputo, cioè, coniugare la grande passione con la grandi qualità, i giusti propositi artistici con quel pizzico di estro e pazzia che nell’arte non sono mai di troppo.

La sua vita artistica può essere considerata un vero e proprio miracolo, se consideriamo tutto ciò che l’ha portato a diventare un batterista, compresi gli eventi negativi che potrebbero segnare la vita di una qualsiasi persona, ma che invece sono riusciti a dare un senso differente alla sua. Nel giorno del suo 43esimo compleanno, vogliamo raccontare quella fase che ha portato Travis Barker a divenire un batterista.

Come ha iniziato a suonare la batteria?

L’avvicinamento al mondo musicale da parte di Travis Barker c’è stato fin dall’infanzia. Favorito certamente dai genitori – e soprattutto da sua madre, che ha sempre creduto in lui – lo statunitense ha iniziato a suonare la batteria fin dall’età di cinque anni. Aveva ricevuto la sua prima batteria quando ne aveva quattro, ma fino all’anno successivo era stato poco più di un semplice gioco. Quando iniziò a prendere lezioni di batteria e di tromba ci fu la prima svolta, eppure non aveva mai preso seriamente quelle lezioni stesse, né pensava che avrebbero rappresentato il suo futuro.

Un evento, però, cambiò la sua vita: il giorno prima che Travis Barker iniziasse le scuole superiori, sua madre morì. La morte della madre fece cambiare totalmente i propositi dello statunitense, che da quel momento in poi decise di prendere sul serio quella che era una passione forse troppo sottovalutata: la madre, infatti, che aveva sempre creduto in lui gli aveva chiesto (poco prima di morire) di continuare a suonare la batteria, perchè secondo lei era bravo.

Alcune curiosità relative al suo strumento

Uno scatto emotivo, un cambiamento che ha determinato un’intera carriera: comunque lo si voglia descrivere, quell’atto ha significato molto nella vita dello statunitense. La musica iniziò a diventare così tanto parte delle sue giornate che Barker si rese conto che era l’unica strada da seguire; in effetti il batterista dei Blink-182 ha raccontato che si tatuò in gran parte del corpo proprio per rendere la musica la sua unica opzione: non avrebbe potuto lavorare altrimenti, “conciato così”.

La sua batteria non è stata solo parte celebre di ciò che sono stati e sono i Blink-182. Barker ha suonato anche di Feeble – prima band da lui fondata -, Aquabats, +44, Box Car Racer, The Transplants e Goldfinger. Nel 2006 Barker, inoltre, ha suonato la batteria all’interno dell’album The Bast Damn Thing di Avril Lavigne. Un’ultima curiosità, che denota forse più di ogni altra cosa l’attitudine dello statunitense: il kit con cui ha sempre suonato è per destrorsi. Ma lui è mancino.

Share

Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.