28 January, 2021, 08:35

U2, la storia di “Until the End of the World”

Gli U2 sono una delle band più conosciute in ambito musicale. Hanno infatti segnato con i loro brani interi periodi, ottenendo un grande successo più e più volte. La loro capacità di spaziare su diversi temi e ancora, di riuscire ad affrontare temi di un certo calibro, è forse solo uno dei fattori che ha contribuito a renderli la band che sono adesso. Nel 1991 dopo aver pubblicato il loro ultimo album nel 1988, pubblicano Achtung Baby. Non c’è da meravigliarsi se anche questo viene ricordato positivamente ed è, non a caso, uno dei loro album più apprezzati, sia per i testi che per la musica. E’ qui contenuta “Until the End of the World“, omonima al film per cui è stata composta. Qui la storia di “Until the End of the World” degli U2

Come nasce la canzone?

Molto spesso le band non riescono ad utilizzare tutto il materiale composto o, semplicemente, lo scartano o ne prediligono altro, per poi riprenderlo nelle registrazioni successive. E’ la stessa cosa che è successa alla band irlandese quando dopo aver composto un riff che intitolarono “Fat Boy“, non trovarono il modo di utilizzarlo, sebbene The Edge -il chitarrista- fosse molto felice di quella composizione. E’ stato composto durante le registrazioni dell’album precedente e da lì in poi non fu più ripreso. Fu dopo la richiesta del regista  Wim Wender che a The Edge venne l’idea di ritirare fuori quel riff composto da Bono tempo prima. E’ nel libro “U2 by U2” che si ritrova la frase pronunciata dalla band a proposito del lavoro finito. Furono così soddisfatti da decidere di includere quella canzone nel loro album, e così fecero. Informarono il regista dicendo “Puoi averlo ma lo vogliamo anche noi”.

Gli U2 e “Until the End of the World”: i temi affrontati e ciò che ha spinto alla scrittura

Come già detto l’album del 1991 è uno dei lavori più amati degli U2, così come lo è la canzone di cui stiamo trattando, tanto che Boston Globe la definì la canzone migliore dell’anno. Secondo Jennifer O’Brien del The Times la spinta per la stesura della canzone nasce da un piccolo litigio avuto tra Bono Vox e il chitarrista The Edge. Fu questo il motivo per cui gli venne in mente di scrivere una canzone che parlasse di Gesù e di Giuda Iscariota, in particolare riferendosi -ovviamente- al tradimento.

La registrazione e la rivisitazione del materiale poi, non furono molto semplici. Questo perché la band spese veramente molto tempo sul brano, concentrandosi in particolar modo sulle sovraincisioni. Il produttore Eno però -che era solito visitare lo studio e recensire il materiale- non si disse molto soddisfatto. Pensava che la canzone fosse sparita a causa delle troppe sovraincisioni, per cui li aiutò a togliere alcune e a perfezionare il tutto, poiché credeva che tutto ciò ch’era riuscito a spiccare per la sua bellezza o particolarità fosse scomparso.

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Maria Geraci, 1999. Laureata in lettere moderne e studentessa magistrale di letteratura, filologia e linguistica italiana. Appassionata di rock, grunge e cantautorato. (mariageraci9@icloud.com)