26 January, 2021, 08:55

U2, Bono Vox: Sometimes You Can’t Make It On Your Own: la canzone dedicata al padre

Perdere qualcuno e viverne la mancanza è una delle cose più difficili che si possa chiedere ad una persona. La musica è molto spesso -in questi casi-  una forma di sfogo, un tentativo di consolazione. E’ la stessa cosa che fece il leader degli U2 quando dovette affrontare la morte di suo padre. Bono Vox scrisse una canzone intitolata “Sometimes You Can’t Make It On Your Own” che gli dedicò e che pubblico con il suo gruppo -gli U2- nell’album How To Dismantle An Atomic Bomb. Una canzone dal testo forte e toccante che racconta quello che era il loro rapporto, con le dovute dinamiche. Un grande gesto da parte di Bono e, soprattutto, un gesto coraggioso, visto che prese la decisione di cantarla ai suoi funerali. Qui la canzone che Bono dedicò al padre e il racconto del loro rapporto.

Bono Vox e il rapporto con il padre

Spesso il rapporto tra genitori e figli è fatto di tumulti, incomprensioni e divergenze nelle vedute. Anche Bono Vox, leader del gruppo rock U2, ebbe un legame simile con suo padre. Lo ha raccontato nel 2003 a Neil McCormick del Daily Telegraph, dove ha sottolineato diverse sfumature del rapporto che intercorreva tra lui e suo padre. Come in ogni famiglia ci sono stati attimi molto intensi, sguardi e parole mai dette: “Se sei davvero ispirato, suoni per una persona sola: per una donna. O per tuo padre”. Così come ci sono stati dei momenti di astio e attrito, anche per scelte che potrebbero sembrare piccole e di poco conto, come quando -per esempio- il padre non gli permise di spostare il pianoforte presente a casa della nonna quando stavano per traslocare, dicendo che non c’era spazio. Eppure Bono, pur non scartando questi episodi e pur facendo trapelare parte di questo dissidio nella sua canzone, parla di lui e suo padre come la stessa anima.

Quando Bono Vox scrive Sometimes You Can’t Make It On Your Own?

Il padre di Bono Vox è morto nell’agosto del 2001, a causa di un tumore. Era il 2000 quando Bono si rese conto che il padre non ce l’avrebbe fatta e fu per questo che scrisse per lui una canzone, intitolata Though. Gli U2 stavano lavorando ad altri progetti in quel momento ed erano impegnati con la registrazione dell’album All That You Can’t Leave Behind . Quando il padre di Bono morì, il leader decise di cantarla al suo funerale, omaggiandolo. La canzone sarà successivamente modificata – infatti il titolo diventerà Sometimes You Can’t Make It On Your Own– e pubblicata nel loro album successivo How to Dismantle an Atomic Bomb, nel 2004 e poi nel 2005 come singolo. La canzone ricevette diversi riconoscimenti che l’hanno resa celebre. La specialità e l’importanza di questa canzone però non sta tanto nella recezione o nei premi conferitele, bensì nel significato profondo di cui si forgia:

“We fight all the time
You and I, that’s alright
We’re the same soul
I don’t need, I don’t need to hear you say
That if we weren’t so alike
You’d like me a whole lot more”

 


 

 

 

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Maria Geraci, 1999. Laureata in lettere moderne e studentessa magistrale di letteratura, filologia e linguistica italiana. Appassionata di rock, grunge e cantautorato. Ferrata nella stesura di articoli e aspirante scrittrice. (mariageraci9@icloud.com)