22 January, 2021, 23:50

U2, quella volta che presero in giro i fan: la storia dei Dalton Brothers

I fan degli U2 ricorderanno sicuramente i Dalton Brothers, band di supporto in ben 3 show del noto Joshua Tree Tour. La prima esibizione della band ebbe luogo il primo novembre del 1987, durante un concerto ad Indianapolis. Inizialmente, però, Bono e soci avevano già un gruppo-spalla: i Los Lobos. Poco prima dell’inizio dello spettacolo, però, il manager Paul McGuinness comunicò alla band irlandese che i Los Lobos avevano perso il volo e, quindi, bisognava reclutare un nuovo gruppo di supporto. Gli U2, alla fine, optarono per un gruppo country/western emergente: i Dalton Brothers.

U2, quella volta che presero in giro i fan: la storia dei Dalton Brothers

I Dalton Brothers erano composti da 4 fratelli: Alton, Luke, Betty e Duke Dalton. Si trattava, però, solo di un riuscitissimo scherzo degli U2. Alton non era altro che Bono Vox, Luke era The Edge, Betty era Adam Clayton e Duke invece Larry Mullen: gli U2, infatti, avevano deciso di risolvere a modo loro la questione della mancata presenza dei Los Lobos. Il nome, invece, era ripreso dalla Dalton Brother Gang: un gruppo di fuorilegge formati da quattro fratelli che verso la fine dell’ottocento assaliva banche e treni.

“Io, Bono, Adam e Larry indossammo vestiti in stile western -ricorda the Edge- salimmo sul palco travestiti da ‘i Dalton Brothers’ e cominciammo a suonare canzoni country-western. Certo, facevamo davvero schifo, ma solo le prime file forse riuscivano a vedere realmente qualcosa. Credo che ad un certo punto qualcuno se ne accorse, perchè vedevo gente ridere ed applaudire. Praticamente però, nessuno oltre le prime file si accorse di noi.”

Lo sfottò della band irlandese

Lo sfottò andò avanti per un po’ e i ‘Dalton Brothers‘ aprirono altri due show degli U2: il 18 novembre a Los Angeles e il 12 dicembre ad Hampton.

“Adam era una Betty fantastica -ricorda con un pizzico di ironia Bono purtroppo ci esibimmo in quelle vesti solo poche volte. Ricordo ancora quando incontrammo il nostro promoter giapponese, il signor Udo. Non ci incontravamo da anni e, naturalmente, non sapeva che ci vestivamo così per gioco, quindi ci disse: ‘Wow, come siete cambiati… serve davvero questo per sfondare in America?”

Certo, era tutto un gioco: Bono si divertiva a cambiare il suo accento e a parlare texano, Adam come suggeriva il frontman della band irlandese ‘era una fantastica Betty‘, ma fu -soprattutto- l’occasione per i quattro membri del gruppo di liberarsi per un attimo degli U2 e suonare country-western senza il timore di essere giudicati per questo.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)