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Van Halen: la storia di ‘Jump’, il più grande successo commerciale della band statunitense

La morte di Eddie Van Halen, avvenuta lo scorso 6 ottobre, è stato un vero e proprio shock per tutti noi. Il mondo del rock, incredulo e perplesso, sta ancora cercando di elaborare il lutto. Era già parecchio tempo che il chitarrista di Nimega cercava in ogni modo di sconfiggere quel dannatissimo cancro ma, alla fine, ha perso la sua battaglia. Tantissimi cantanti, rock e non, si sono uniti al cordoglio, pubblicando foto-ricordi, canzoni ed esperienze passate. Oggi anche noi vogliamo rendere omaggio al compianto Eddie Van Halen raccontandovi la storia di uno dei brani più celebri dei Van Halen: Jump!

La storia di Jump, il più grande successo commerciale dei Van Halen

Jump è, senza ombra di dubbio, uno dei brani più celebri dei Van Halen. Rilasciata nel 1983 come singolo di lancio del disco ‘1984‘, è l’unica canzone dell’intera discografia della band hard rock statunitense ad aver raggiunto il primo posto della classifica Billboard Hot 100 (che mantenne per ben 5 settimane consecutive).

Analizzando ‘Jump‘ e comparandola con i precedenti lavori dei Van Halen, la canzone si differenzia per l’uso del sintetizzatore. Allo stesso tempo, però, è impossibile non notare quell’incredibile riff di chitarra, definito dallo stesso Eddie Van Halen come ‘il migliore che abbia mai composto in vita mia‘. Non è affatto un caso, quindi, che Jump sia facilmente riconoscibile già dalle prime note. Ai Van Halen, inoltre, si deve anche il merito di aver introdotto l’uso dei sintetizzatori in un brano rock, influenzando così una miriade di rock band.

Questo improvviso e repentino cambiamento stilistico causò però non poche tensioni all’interno del gruppo, soprattutto tra David Lee Roth -orientato a continuare con il classico hard rock- e lo stesso Eddie Van Halen, favorevole a nuove sperimentazioni elettroniche.

L’idea di David Lee Roth per la stesura del brano

Tornando a Jump e all’uso del sintetizzatore per il riff, Eddie Van Halen lo compose originariamente nel 1981, ma la band non lo accolse con entusiasmo. Qualche anno più tardi, nel 1983, prestarono però più attenzione a quella specifica idea musicale. David Lee Roth cominciò ad ascoltare il brano più e più volte, trovando così anche l’ispirazione per il testo.

Così coinvolgente e vivace, pare proprio che l’idea per la stesura di Jump sia stata pensata dallo stesso Lee Roth. Il compositore statunitense, mentre ascoltava in televisione la notizia di un uomo in procinto di suicidarsi buttandosi giù da un palazzo, esclamò: “Beh, a questo punto potrebbe anche saltare!”.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)