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Van Morrison: Quella volta che registrò 30 canzoni in un giorno

Van Morrison ha registrato canzoni di grande successo per decenni, affermandosi come un’icona inarrestabile, per niente intenzionata a cedere il passo all’età. Solo dal 2016 ad oggi, la leggenda dell’Irlanda del Nord ha inciso circa sei album. Questi numeri, però, hanno ben poco a che vedere con l’impeto creativo che lo pervase per tutti gli anni ’60. All’epoca, infatti Van Morrison passò alla storia, poiché registrò ben 30 canzoni in un solo giorno. Molto più di quanto un artista potrebbe fare nel giro di anni.

Perché Van Morrison registrò 30 canzoni in un giorno?

Si potrebbe pensare che il cantautore sia andato incontro ad un potentissimo flusso di coscienza per dare vita ad un numero così cospicuo di brani in sole 24 ore. In realtà, l’aneddoto assume molte più sfumature di quante si possa credere. Dopo aver annunciato la sua dipartita dai Them, avviando la sua carriera da artista solista, Van Morrison siglò un accordo con Bang Records che, inizialmente, assunse i tratti di un meraviglioso sodalizio.

All’inizio del suo percorso con la label, Morrison incise alcune pietre miliari come Brown Eyed Girl che, ben presto, lo resero un fiore all’occhiello della casa discografica. Gli attriti, però, erano dietro l’angolo. Il boss della Bang Records, Bert Berns, decise di procedere con la sua idea di rilasciare otto tracce nel suo album di debutto Blowin’ Your Mind, senza chiedere il consenso di Morrison. Questo, ovviamente, destò il suo disappunto.

A poco tempo dallo sgarro di Berns, questi morì, stroncato da un infarto. L’uomo aveva solo 38 anni. Senza Berns a tenere le redini della Bang, Van Morrison decise di spiccare il volo lontano dal suo contratto con la label. La Warner colse la palla al balzo, accogliendo il volere dell’artista. Il contratto, però, non sarebbe potuto andare a buon fine finché Morrison non avesse fatto una scelta. Incidere 36 canzoni per la Bang oppure continuare a fargli percepire le royalty dei suoi brani per altri 12 mesi.

La scelta dell’artista

Innanzi a questa condizione, per lui sfavorevole in ogni caso, il musicista decise di diventare il protagonista di un aneddoto particolarmente iconico per la storia del Rock. Fu allora, infatti, che Van Morrison si armò di una chitarra scordata e registrò 30 tra le canzoni più strane che abbia mai eseguito, in un’unica sessione d’incisione. Le tracce in questione, comunque, si rivelarono non idonee alla pubblicazione.

Lo stesso Morrison, in effetti, pensò che fossero inascoltabili e, quindi, decise di aspettare un anno prima di iniziare a lavorare con Warner. Al termine della sua pausa forzata, Morrison rilasciò uno dei suoi più grandi capolavori, Astral Weeks. Negli anni ’90, comunque, Bang Records tornò a far parlare di sé, rilasciando le 30 canzoni che Van Morrison registrò in un giorno, nel tentativo di lucrare sulla presa di posizione ironica che il cantante assunse anni addietro; ovviamente senza riscuotere il successo sperato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)