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Woodstock, I The Who e quella protesta che interruppe l’esibizione

The Who sono una delle band rock di maggiore successo, rappresentanti della mod, un movimento che si sviluppò presso i più giovani a Londra alla fine degli 50 e per tutti gli anni 60. Oltre alla loro musica e ai vari concerti, è memorabile la partecipazione degli Who al Festival di Woodstock, che fu molto particolare anche a causa di un imprevisto.

Gli Who si esibiscono alle cinque del mattino

La partecipazione degli Who al Festival di Woodstock viene annoverata nella giornata del 16 Agosto 1969. Tuttavia sarebbe più esatto parlare del 17 Agosto, visto che gli Who fecero talmente tardi che si esibirono alle cinque del mattino. Fu proprio durante la loro performance che il Sole sorse, decorando così la loro esibizione. Le canzoni eseguite furono: Heaven and Hell, I Can’t Explain, It’s a Boy, 1921, Amazing Journey Sparks, Eyesight to the Blind, Christmas, Tommy Can You Hear Me?, Acid Queen, Pinball Wizard, Do You Think It’s Alright?, Fiddle About, There’s a Doctor, Go to the Mirror, Smash the Mirror, I’m Free, Tommy’s Holiday Camp We’re Not Gonna Take It See Me, Feel Me, Summertime Blues, Shakin‘ all Over, My Generation e infine Naked Eye. Si ricorda spesso la fine dell’esibizione, in cui Pete Townshend sbatté la chitarra sul palco e la lanciò al pubblico.

La protesta che interruppe l’esibizione

Più della conclusione della performance degli Who a Woodstock, però, viene maggiormente ricordato il momento in cui furono interrotti. Infatti, Abbie Hoffman, approfittò di un momento di distrazione per salire sul palco e impadronirsi del microfono. Il signor Hoffman è stato un politico ed attivista. Si oppose al capitalismo ed alla guerra in Vietnam. Hoffman interruppe l’esibizione degli Who per protestare per l’arresto di John Sinclair. Quest’ultimo è un poeta e politico che all’epoca faceva parte del White Panther Party, un partito anti-razzista. Fu arrestato proprio nel 1969 per possesso di marijuana (appena due sigarette). Qualche anno dopo il suo arresto, diversi cantanti protestarono per lui. In particolare John Lennon e Yoko Ono. Lennon gli dedicò pure la canzone dal titolo proprio “John Sinclair”. Nel 1971 fu organizzato il John Sinclair Freedom Rally, un concerto di protesta contro il suo arresto e poco dopo questo evento fu rilasciato.

La reazione violenta di Pete Townshend

Il chitarrista degli Who, Peter Townshend si arrabbiò molto per questa sua interruzione e lo colpì con la sua chitarra cacciandolo dal palco. In realtà nel suo ultimo libro, Ho deriso il potere, Abbie Hoffman nega che questo sia accaduto e lo definisce una leggenda metropolitana, mentre Townshend non lo ha mai smentito, anzi lo ha più volte confermato. Successivamente ha dichiarato però di essere d’accordo con la protesta di Hoffman (come è ben immaginabile), ma naturalmente vedendosi interrotta l’esibizione in un contesto così importante non ha reagito bene. Nella sua autobiografia dal titolo Who I am, Townshend ha dichiarato:

“Mentre stavo raggiungendo il microfono, qualcuno mi si parò davanti, cercando di fermare la musica. Era Abbie Hoffman. ‘Questo è un pezzo di merda’ urlò nel microfono, agitando le braccia verso il pubblico, ‘Il mio amico John Sinclair è in carcere per un miserabile spinello e…’ non andò oltre. Senza smettere di suonare l’intro di Acid Queen, e con tutta la cattiveria che mi sentivo dentro, colpii Abbie con la paletta della chitarra. L’estremità appuntita di una delle corde doveva avergli trafitto la pelle perché reagì come se si fosse scottato. Quindi tornò a sedersi con le gambe incrociate su un lato del palco. Mi guardava in cagnesco, con il collo che sanguinava”.

Spiega anche di essersi scusato con lui alla fine, senza naturalmente ottenere una risposta positiva.

 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.