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I 10 migliori riff metal di tutti i tempi

Caratterizzato da ritmi aggressivi e da una potente sonorità, il metal è un genere in cui amplificazione e distorsione delle chitarre sono fondamentali. Con radici che affondano – principalmente nel rock e nell’hard rock – il metal nasce in Inghilterra tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70. Dall’isola britannica si diffonde in tutta Europa e approda oltreoceano – dando contemporaneamente vita a molteplici sottogeneri. Dal thrash metal dei Big Four: Metallica, Megadeth, Anthrax e Slayer, all’hair metal dei Kiss e di Alice Cooper. Dal progressive metal – anticipato dagli Iron Maiden – al nu metal dei Korn. Scopriamo oggi 10 dei migliori riff metal di tutti i tempi – stilati dal duo degli Hyena Kill.

Mayhem, Deathcrush

Gruppo black metal norvegese, i Mayhem pubblicano il loro EP di debuttoDeathcrush appunto – il 16 Agosto del 1987. Sebbene la formazione fosse inizialmente influenzata da suggestioni thrash e death metal, con l’ingresso in formazione di un nuovo cantante e di un nuovo chitarrista la visione cambia sensibilmente. Le tematiche sociali e moraleggianti del death metal vengono abbandonate in favore di inni alla violenza – le parti vocali sono esasperate, strillate con rabbia. “Oggi è una tendenza del tutto normale vestirsi con quei dannati abiti da jogging, cantare su questioni importanti e chiamarlo death metal – dirà il chitarrista Euronymous[…] il death metal è per persone brutali […] non per bambini idioti che vogliono divertirsi con un hobby dopo la scuola”.

Pantera, The Great Southern Trendkill

Nel 1996 i Pantera pubblicano il loro ottavo album in studio – che prende il titolo dalla title track: The Great Southern Trendkill. La band statunitense – sull’onda di tre album capolavoro – deve mandare alle stampe qualcosa che regga il confronto con Cowboys from Hell, Vulgar Display of Power e Far Beyond Driven. Dimebag Darrell – solido sostegno alla voce sempre più rabbiosa di Philip Anselmo – è più ispirato che mai con la propria chitarra. Innovazione, tecnica, maestria. La sezione ritmica poi – di basso e batteria – è fatalmente precisa e violenta.

Church of Misery, El Padrino

I Church of Misery sono una band doom metal formatasi a Tokyo nel 1995. Fortemente influenzati dall’iconografia e dal simbolismo dei Black Sabbath, i Misery si concentrano soprattutto sulle azioni dei serial killers nella composizione dei loro brani. Anche il singolo El Padrino – contenuto nel lavoro discografico del 2009, Houses of the Unholy – non fa eccezione. Oltre a raccontare la storia di Adolfo Costanzo – un corriere della droga e assassino seriale messicano – prende a piene mani dal rock e dalle sonorità degli anni ’70.

System of a Down, Suite Pee

Suite Pee apre il primo – omonimo – album dei System of a Down, pubblicato nel 1998. Il brano – in linea con le tematiche sociali e attuali dell’heavy metal – condanna le morti inutili perpetrate in nome dei fanatismi e delle religioni. Il primo disco di Serj aTankian e soci – oltre a evidenti influenze heavy metal con scream e chitarre distorte – strizza l’occhio anche ad altri generi, molto lontani da questo. Folk, punk rock, musica etnica, cabaret, danze orientali e jazz si ritrovano tutti in System of a Down.

Tool, 7empest

Dopo decenni di silenzio discografico, i Tool tornano sotto la luce dei riflettori con l’album dei 2019, Fear Inoculum. Una delle tracce più acclamate – sia da critica e pubblico – è sicuramente 7empest. Il brano ha recentemente ricevuto una nomination ai prossimo Grammy Awards nella categoria Miglior Interpretazione Metal. Tanto più che è considerato uno dei migliori lavori di Adam Jones. 7empest regala infatti al pubblico e ai fan il riff più bello, riuscito e complesso dell’intero album.

Arcane Roots, Sacred Shapes

Sacred Shapes è la quarta traccia dell’album Blood & Chemistry – lavoro di debutto della band alternative rock degli Arcane Roots. La formazione prende forma nel 2006 con Andrew Groves alla voce e alla chitarra, Adam Burton al basso e Jack Wrench alla batteria.

Converge, Dark Horse

Dark Horse – della band statunitense dei Converge – viene pubblicato nel 2009 all’interno dell’album Axe to Fall. La formazione – originaria di Salem – è particolarmente devota ad una miscela di metal estremo, noise rock, post rock e hardcore. I testi dei Converge sono incentrati sui sentimenti, mentre la vocalità del cantante è fatta soprattutto di urlato – pur con delle eccezioni. In ogni caso lo stile del gruppo spicca per le parti complesse e veloci della chitarra. 

Palm Reader, Like a Wave

Nel 2018 i Palm Reader pubblicano Braille – la cui terza traccia è Like a Wave. Un mix di metal pesante, voce che oscilla tra parti più melodiche e growl e chitarre distorte – in linea con il genere. Un gruppo rivelazione – che merita sicuramente più attenzione mediatica e di pubblico.

Slipknot, People=Shit

People=Shit apre – dopo l’intro – il secondo album degli Slipknot, Iowa. Nel 2017 Rolling Stone ha collocato questo secondo lavoro discografico di Corey Taylor e soci alla cinquantesima posizione dei 100 migliori album metal di tutti i tempi. Nel 2000 il batterista e il batterista degli Slipknot si misero a lavoro sul disco, scrivendo la maggior parte dei testi – mentre gli altri membri erano in pausa dopo un’estenuante tour. Sebbene Iowa abbia avuto grande successo nell’ambiente, il periodo della composizione fu un vero inferno per la band. Tra l’alcolismo di Corey Taylor, dissidi interni e incomprensioni c’era un’atmosfera tetra e tesa in studio. “Non c’era niente di divertente in Iowa. All’improvviso eravamo diventati queste star del metal e non lo avevamo previsto – dirà Taylor in seguito – fummo tutti risucchiati nello stile di vita da rockstar senza essere pronti, con tutti i problemi e gli eccessi ad esso correlato”.

Helmet, In the Meantime

Meantime è il secondo album in studio della band statunitense degli Helmet, pubblicato il 23 Giugno 1992. La title track prende – in parte – nome dal titolo del disco: In the Meantime. Dopo l’esordio con Strap It On di due anni prima, gli Helmet avevano suscitato l’interesse di moltissime major discografiche. Sebbene non raggiunsero il successo che ci si aspettava, Meantime si guadagnò il disco d’oro negli States. All’ascolto la band risulta molto difficile – pesante, grave, ripiena di riff complessi e laboriosi. Con il grunge mainstream dei Nirvana – che erano appena usciti con Nevermind nel 1991 – il pubblico faticava ad assimilare Meantime.

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.