17 June, 2021, 06:14

David Bowie, i 5 migliori travestimenti del Duca Bianco

David Bowie è notoriamente riconosciuto come uno degli artisti più influenti e importanti della musica globale. Non solo come cantautore, ma anche come performer a trecentosessanta gradi. Capace di dare vita ad uno stile eclettico ed eterogeneo, basato sulla fluidità di genere e di idee, il Duca Bianco è riuscito a diventare una vera e propria icona della cultura di massa. Tanta parte hanno fatto i vari alter ego con i quali si presentava sul palco.Versioni poliedriche e innovative del suo essere. Scopriamo in questo articolo i 5 migliori travestimenti di David Bowie.

LIFE ON MARS? COMPLETO TURCHESE

Freddie Burretti – fashion designer e protege di David Bowie tra il 1970 e il 1974 – disegna un completo color turchese per il video di Life On Mars, quarta traccia e secondo singolo estratto dall’album Hunky Dory del 1973. Life on Mars? è sicuramente uno dei brani simbolo del Duca Bianco, anche per merito del travestimento con il quale il cantante gira il videoclip – l’ultimo diretto da Mick Rock, il 12 Maggio del 1973 all’Earls Court di Londra.

David Bowie appare – quasi assorbito totalmente dal fondale – con il completo turchese di Burretti e truccato da Pierre La Roche, l’ideatore del fulmine blue e rosso sulla copertina di Aladdin Sane. Il regista dirà in seguito, a proposito del videoclip di Life On Mars?: “L’idea era di creare una sorta di flash temporale. Volevo creare qualcosa che facesse un pò pensare ad un dipinto”. 

DUCA BIANCO, LA FINE DI ZIGGY STARDUST

A metà degli anni ’70 – poco dopo la nascita del figlio DuncanDavid Bowie dichiara la fine di Ziggy Stardust. E’ la conclusione di un capitolo caratterizzato da stili eccentrici e androgini, giocati sulla poliedricità e l’ambiguità di genere. Bowie si tramuta nel Duca Bianco, un personaggio alto, austero, candido ed elegante. E’ il periodo più buio per il cantante, che combatte con depressione e tossicodipendenza.

La sua musica cambia di conseguenza. E’ il periodo di testi e brani introspettivi, delicati, che si allacciano in modo extra-testuale ai suoi look total white. Ombretto grigio sulle palpebre, capelli lisci e portati rigorosamente all’indietro, scarno ed etereo, è come se il Duca Bianco si aggirasse silenzioso e avvolto dal fumo di sigaretta. Il Duca Bianco è l’alter ego più controverso e tormentato di Bowie, un personaggio che da vita ad opere che – in un periodo successivo – Bowie definirà come “di una persona completamente diversa”.

ALADDIN SANE

La copertina dell’album Aladdin Sane rimane tutt’ora una delle più iconiche e inconfondibili di tutti i tempi. Pierre La Roche – con l’idea della sua folgore blu e rossa che spicca sul volto di David Bowie – crea uno dei make up più noti e imitati del mondo. La copertina del disco, così come tutto il lavoro discografico, rappresentano la lotta all’interno del Duca Bianco, tra un desiderio di fare musica e una voglia di esibirsi in modi trasversali.

Presumibilmente il personaggio di Aladdin Sane si sarebbe ispirato al fratellastro di Bowie, Terry, al quale fu diagnosticata una forma di schizofrenia. Da qui il titolo dell’album. A differenza di Ziggy Stardust, qui l’atmosfera è molto più sinistra e malinconica. David Bowie riflette sul lato oscuro della cultura americana, vivendo successivamente sulla sua pelle il lato peggiore della notorietà e del successo.

ZIGGY STARDUST

Un personaggio androgino e poliedrico, Ziggy Stardust non è solo un travestimento ma l’alter ergo che diede a David Bowie la svolta di cui aveva bisogno. Ziggy vive per molti anni come la controfigura artistica e androgina del Duca Bianco, a partire dall’iconico album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars del 1972.

Uno dei travestimenti più iconici di questo primo periodo e in occasione dello Space Oddity Tour è la tuta disegnata da Kansai Yamamoto, e parzialmente ispirata allo stile della gang di Arancia Meccanica. Stivali alti di pelle lucida, tuta attillata e sgargiante, capelli color rosso vivo.

DEAD SPACEMAN, BLACKSTAR

Non si può fare a meno di citare l’ultimo alter ego di David Bowie, prima della sua prematura e tragica scomparsa. Il profeta cieco protagonista dell’album Blackstar – uscito nel 2016. Dopo aver attraversato epoche artistiche e musicali, ed essersi calato nei panni di personaggi eclettici e controversi, il cantante sembra mostrare il suo vero io. Un alter ego senza stravaganze o ambiguità, ma con indosso una benda sugli occhi.

David Bowie veste i panni del profeta cieco che annuncia la sua stessa morte. La copertina di Blackstar nasconde poi un ulteriore segreto – e forse un messaggio d’addio ai suoi fan. Se colpita dalla luce, la black star si trasforma infatti in una galassia stellata. A pochi giorni di distanza dall’uscita del disco, David Bowie venne stroncato da un tumore al fegato.

Share