26 settembre 2021 08:50 domenica

Black Sabbath, Tony Iommi spiega perché è passato dalla Fender Strat alla Gibson SG

In una recente intervista per Gibson, l’ex chitarrista dei Black SabbathTony Iommi – ha ripercorso il viale dei ricordi, ripensando ai primi anni della propria carriera. In particolare ha spiegato i motivi che lo hanno spinto ad abbandonare la sua amata Fender Strat per passare ad un Gibson SG. Punto clou dell’intervista è stato ovviamente il richiamo al famoso incidente in cui Iommi perse le falangi superiori del medio e dell’anulare della mano destra.

TONY IOMMI, L’INCIDENTE QUANDO FACEVA IL RIMPIAZZO NEI JETHRO TULL

Tony Iommi conosce il futuro cantante dei Black Sabbath  – Ozzy Osbourne – durante il periodo scolastico. Il soprannome del Principe delle Tenebre risale proprio a quegli anni quando – balbuziente – veniva bersagliato di prese in giro. Dopo aver finito la scuola però, Tony inizia a lavorare in un’officina. La prima occasione in ambito musicale arriva nel 1968 quando viene scelto come rimpiazzo temporaneo nei Jethro Tull.

Proprio in quella fase della sua vita – quando ormai si stava convincendo di poter diventare un musicista professionista – ha un terribile incidente alla fine di un turno di lavoro. La sua mano destra rimane infatti incastrata in una pressa che gli amputa le falangi superiori dell’indice e del medio della mano destra. Mano che utilizza per premere le corde, essendo mancino.

IL PERIODO SUCCESSIVO ALL’INCIDENTE IN OFFICINA

Dopo inutili tentativi di riattaccargli le parti amputate, Tony Iommi venne dimesso. Prova ad imparare a suonare con la mano destra ma senza riuscirvi. Quindi, cade in un periodo di forte depressione, appendendo la chitarra al chiodo. Nella recente intervista rilasciata per Gibson, l’ex chitarrista dei Black Sabbath ha raccontato di come abbia fatto a riprendersi da quel periodo e a continuare a suonare senza le falangi mancanti.

TONY IOMMI, LA DEPRESSIONE E LA RIPRESA DELLA CHITARRA

“Non mi ricordo esattamente quando, ma mentre avevo i bendaggi, avevo provato a suonare con le altre due dita – esordisce Tony Iommi ai microfoni della Gibson[…] Ho visto molti specialisti, e mi hanno detto “Fai prima a mettere via tutto, non suonerai mai più”. Ed è stato un vero shock”. Dopo un periodo molto buio e solitario, il chitarrista decide però di reagire.

“Non potevo accettarlo. Ho iniziato a fare di testa mia. […] Per un certo periodo ho provato con oggetti che potevo mettere sulle dita [..] ma scivolavano sempre – continua a raccontare l’ex compagno di band di Ozzy Osbourne Ho provato varie cose, ma la pelle ha funzionato meglio di tutti. Ma dovevo cambiarla sempre, prima di un tour, dovevo cambiarla almeno una volta al mese”.

TONY IOMMI ASCOLTA LA MUSICA DI DJANGO REINHARDT

Tony Iommi prova dunque a ingegnarsi per continuare a suonare la chitarra, ma la sua situazione è sempre instabile e precaria. Un giorno però – il manager della sua etichetta discografica – gli porta l’EP di Django Reinhardt da ascoltare. Si tratta di un celebre chitarrista belga rimasto menomato ad una mano dopo un incidente. “Mi ha ispirato ad imparare a suonare di più utilizzando le dita. E’ stato come ripartire da zero – commenta Tony Iommi[…] E questo credo mi abbia fatto arrivare a certe cose dei Black Sabbath, ad un certo sound”.

ECCO PERCHE’ TONY IOMMI HA CAMBIATO LA CHITARRA

Dopo aver ricordato il suo terribile incidente e il modo in cui è tornato a suonare, Tony Iommi ha spiegato anche il motivo che lo ha spinto a cambiare chitarra. Il chitarrista inizia la propria carriera con una Fender – fin dal primo album dei Black Sabbath del 1970. Lo strumento tuttavia è per destrorsi e Iommi è costretto a cambiare le corde e a suonarla al contraria.

Per un caso del destino però, durante le registrazioni del disco Wicked Game, qualcosa va storto con la Fender Strat. Tony Iommi la sostituisce con la Gibson SG che – fino a quel momento – aveva suonato solo pochissime volte. “Da quel momento non mi sono più voltato indietro. Amo suonarla e ho usato quella chitarra in tutti gli album fino al 1980”.

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