17 settembre 2021 18:14 venerdì

5 assoli di chitarra che hanno fatto la storia del Rock

Il Rock ha reso incontrovertibili le ideologie secondo le quali la chitarra sia uno strumento leggendario. Le figure che hanno ricoperto il ruolo di chitarristi all’interno delle Band negli anni d’oro o, che hanno cavalcato l’onda del successo agli albori del genere come artisti solisti, hanno contribuito a mistificare uno strumento che; già di per sé, appare incredibile alla vista e travolgente all’udito. Andando avanti negli anni, in effetti, la chitarra ha potuto esplorare orizzonti sonori sconfinati e, completamente diversi gli uni dagli altri.

Questo, è stato, ovviamente, possibile, per merito delle strabilianti doti degli strumentisti che, attraverso dedizione, sacrificio e innato talento, hanno elevato la chitarra e il proprio ruolo nella musica. Ad oggi, la chitarra appare come uno strumento fondamentale, sostanzialmente, in qualsiasi genere; senza disdegnare il panorama commerciale e, talvolta, quello elettronico.

Nonostante in molti, nel corso dei decenni, abbiano tentato di sancirne l’uscita di scena; la sei corde si è rivelata un classico intramontabile che, proprio come il Rock, ha sovvertito totalmente i canoni musicali e si è consacrata all’eterno come manifesto socioculturale moderno. In questa classifica, abbiamo raccolto alcuni degli assoli più importanti e dal maggior impatto nella storia del Rock e della musica in generale.

5) Eagles – Hotel California (1976)

L’assolo di Hotel California rappresenta un’opera archetipica della storia del Rock. Le note, armonizzate alla perfezione si scagliano spavalde sulla ritmica melodica del brano. Sin dalla sua apertura, con l’arpeggio alla dodici corde, è possibile capire quanto, la chitarra, giochi un ruolo chiave nella riuscita della canzone, visti i costanti interventi solisti, uniformemente spalmati lungo la totalità della traccia e, ovviamente; dal culmine della tecnica definito nell’assolo.

4) Deep Purple – Highway Star (1972)

Attraverso le sue manifestazioni di tecnicismo eccelso, Ritchie Blackmore instaura la sua egemonia sul panorama chitarristico dell’epoca; proclamandosi come uno dei migliori chitarristi di tutti i tempi e, come precursore della chitarra moderna. L’assolo di Highway Star si impone ferocemente su una base incalzante e fortemente marcata, tipica di un brano manifesto dell’Hard Rock.

3) Eric Clapton – Layla (1973)

Un brano la cui nascita viene segnata dai travagliati trascorsi di Eric Clapton la cui stabilità era, al tempo, osteggiata da un triangolo amoroso tra lui, l’ex chitarrista dei Beatles, George Harrison e sua moglie Pattie Boyde di cui, Slowhand, era follemente innamorato. Layla vede la luce come ultimo, disperato, appello alla donna affinché corrispondesse il suo amore, abbandonando il marito. Eric Clapton cadde nel tunnel dell’alcolismo a causa della criticità delle circostanze. Layla, quindi, risente, di per sé di un carico emotivo struggente. Un concentrato di rabbia e passione che trova il suo culmine in un assolo diviso in due parti, di cui, la seconda, sembra sancire un istante di sicurezza in un universo di turbamento.

2) Led Zeppelin – Stairway To Heaven (1971)

Stairway To Heaven rappresenta il capolavoro dei Led Zeppelin. Il brano risulta perfetto dall’inizio alla fine. La chitarra di Jimmy Page si intreccia alla perfezione con gli acuti suadenti di Robert Plant, raccogliendo un attimo di coesione massima. Quando la canzone si apre, la chitarra sembra esplodere in un assolo grintoso e tagliente che sembra non lasciare niente al caso. Stairway To Heaven è un manifesto assoluto della storia del Rock.

1) Pink Floyd – Comfortably Numb (1979)

Comfortably Numb nacque quasi per caso. Essere consapevoli che una delle pagine più importanti nella storia del Rock sia stata scritta per combinazione, spaventa ancora oggi. I due assoli di Comfortably Numb danno prova della magia delle chitarre e dell’opera compositiva di David Gilmour. Siamo di fronte a due delle parti di chitarra più importanti della musica moderna. Il primo solo, più breve e conciso, rimarca il bisogno emotivo del personaggio protagonista di The Wall, mentre nel secondo; Gilmour sembra esplodere in una sorta di delirio onirico, in perfetta osmosi con la folle instabilità di Pink.

 

 

 

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