22 settembre 2021 05:01 mercoledì

5 brani che hanno reso famosi i Pink Floyd

Nell’ambito della loro carriera, i Pink Floyd hanno realizzato una serie di capolavori artistici di grandissimo livello, che hanno permesso alla band di diventare celebre e di ottenere certificazioni e riconoscimenti in ogni ambito. La celebrità è stata un vero e proprio marchio di fabbrica per la band a partire dal 1973, con la pubblicazione di The Dark Side of the Moon, l’album maggiormente rappresentativo e celebre della band britannica capeggiata da David Gilmour e Roger Waters. Tuttavia, tornando indietro negli anni, vogliamo indicare 5 canzoni rappresentative che hanno permesso alla band di giungere a quello stesso periodo, attraverso un successo avvenuto a partire dal 1967. Ecco quali sono i 5 brani in questione.

Arnold Layne

Il primo tra i 5 brani che hanno reso famosi i Pink Floyd è Arnold Layne, primo singolo pubblicato dalla band inglese l’11 marzo del 1967; il brano è stato registrato a partire dal 1965 negli studi di Chelsea, e venne registrato insieme ad altri brani, che hanno ottenuto minore seguito in termini prettamente mediatici. Nick Mason ha raccontato che il brano in questione è stato scelto come primo singolo perché rappresentava, in tutto e per tutto, la volontà della band di divenire celebre in quanto a gruppo di rockstar. Per questo motivo, il singolo si adattava perfettamente, sia dal punto di vista delle tempistiche, sia dal punto di vista strumentale, alle esigenze della formazione.

See Emily Play

See Emily Play, secondo singolo dei Pink Floyd pubblicato il 16 giugno del 1967 e secondo tra i 5 brani che hanno reso famosi i Pink Floyd, è un singolo che, se possibile, ha ottenuto anche più successo rispetto al primo che abbiamo preso in considerazione, ottenendo il sesto posto all’interno della classifica relativa alle vendite nel Regno Unito. Si tratta, inoltre, del primo disco dei Pink Floyd che sia stato pubblicato, e che prevede anche la presenza del brano The Scarecrow, presente nel lato B del singolo. Il brano parla di una ragazza che Syd Barrett ha rivelato di aver visto in una foresta, mentre era sotto effetto di droghe allucinogene. La ragazza sarebbe in realtà Emily Young, figlia del barone Weyland Hilton Young, soprannominata studentessa psichedelica per le sue caratteristiche e determinazioni. Del brano è stata realizzata una cover nel 1973 da David Bowie, e una da John Frusciante, chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, durante un concerto con la sua band nel 2007.

Apples And Oranges

Terzo tra i 5 brani che hanno reso famosi i Pink Floyd, nonché ultimo, tra i brani che citiamo, tra i singoli che sono stati pubblicati nel 1967, è Apples and Oranges, pubblicato il 18 novembre del 1967; si tratta dell’ultimo singolo che sia stato scritto da Syd Barrett, che avrebbe lasciato la formazione poco dopo la pubblicazione di questo singolo. Per questo motivo, la canzone risulta essere molto rappresentativa dello stile barrettiano, nonché dei primi anni e della vocazione psichedelica della band britannica, che ha realizzato, secondo definizione dello stesso primo leader della band, una canzone serena, con clima natalizio, che parla di una ragazza che Syd Barrett aveva visto camminare per la strada giù in città a Richmond.

Let There Be More Light

Quarta tra le canzoni che prendiamo in considerazione e Let There Be More Light, prima traccia del secondo album in studio della band, A Saucerful of Secrets; il brano è stato pubblicato anche come singolo negli Stati Uniti, il 19 agosto del 1968, anche se con una durata ridotta. Caratterizzazione principale del brano è il riff di basso di lunga durata, realizzato naturalmente da Roger Waters, che precede l’entrata in scena del canto affidato a Richard Wright e Roger Waters, che lasciano spazio a David Gilmour nel ritornello. Il brano, all’interno del suo testo, presenta un riferimento alla celebre Lucy in the Sky with Diamonds dei Beatles.

One of These Days

Ultimo tra i 5 brani che hanno reso famosi i Pink Floyd è One of These days, pubblicato nel 1971 come estratto del sesto album in studio della band, Meddle. Ci ritroviamo in un periodo storico completamente differente per la band britannica, più vicina al successo di The Dark side of the Moon che all’inizio della sua carriera. Il brano è determinato da una linea di basso martellante, creata da David Gilmour e realizzata da Roger Waters con la realizzazione di alcuni effetti dettati dal collegamento del basso alla chitarra di Gilmour. Altra caratteristica principale del brano è la voce in falsetto di Nick Mason, che pronuncia una delle frasi più emblematiche del disco, rivolta al disc jockey Jimmy Young della BBC mal sopportato da Roger Waters. One of These days è stata eseguita anche nell’ambito del celebre concerto e film dei Pink Floyd realizzato a Pompei.

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