21 settembre 2021 06:15 martedì

Pink Floyd, la storia di “Bike”, la canzone d’amore scritta da Syd Barrett

I Pink Floyd sono un gruppo musicale rock britannico, uno dei più noti in quegli anni e sicuramente, uno dei più noti anche adesso. Sono riusciti a scrivere e a comporre brani che si sono consolidati come dei veri e propri classici, mentre la loro carriera si condensa in trent’anni (dal 1965 al 1995). Uno dei membri principali -e ormai leggendario del gruppo- è stato Syd Barrett, che purtroppo non ebbe la possibilità di concludere il cammino con i suoi compagni per una serie di differenti problemi. Oggi l’attenzione sarà rivolta ad un testo scritto proprio da lui. Il titolo del brano è “Bike” – che significa appunto “bicicletta” – e tratta di una storia d’amore. Ecco la storia e il significato di “Bike” pubblicata dai Pink Floyd nel 1967.

Il primo album e il debutto

Il primo album di debutto dei Pink Floyd fu, com’è noto, The Piper at the Gates of Dawn. L’album è avvolto da una certa aura poiché fu l’unico della band ad essere realizzato sotto il controllo di Syd Barrett. Fu, in poche parole, un exploit di rock psichedelico. Non a caso infatti è considerato come uno dei maggiori album ad aver non solo influenzato fortemente il genere stesso, ma ad aver gettato le basi per altri generi musicali, come per esempio lo space rock.

“Bike” è proprio l’ultima traccia di questo album e chiude anche le raccolte Relics (1971) e Echoes: The Best of Pink Floyd (2001).

Come nasce “Bike” dei Pink Floyd?

“Bike” è dedicata alla fidanzata di Syd Barrett, Jenny Spires. Si dice che Syd fosse solito scrivere per lei e a conferma di ciò ritroviamo anche dei riferimenti alla stessa Jenny in “Lucifer Sam“, contenuta anche questa in The Piper at the Gates of Dawn. 

Apre la traccia la bici di Syd che ha un cestino “and things to make it look good“. La canzone parla di un mantello, di un topolino un po’ vecchio -che ha deciso voler chiamare Gerald- e di un esercito di omini di zenzero. I connotati tipici della canzone d’amore sembrano qui, mancare, almeno direttamente. Una delle strofe che viene ripetute di più è però: “You’re the kind of girl / that fits in with my world / I’ll give you anything, everything /if you want things”.

Il pensiero di Mason e altri riferimenti

Se si ascolta la traccia non può passare inosservato il susseguirsi di “rumori” che potremmo definire quotidiani: qualche gong, campane, orologi, il suono di un violino. Molto probabilmente questi sono i brani musicali che non funzionano e che si trovano -come da testo- into the other room“. Syd invita la ragazza ad andare con lui, in quella stanza, poiché vuole “farli funzionare“. Che sia o no una metafora in merito alla relazione, non cambia sicuramente il pensiero del tastierista Mason che non solo pensa in generale dei testi di Syd che siano belli ed “intelligenti”, ma che questa sia una delle sue canzoni migliori.

 

 

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