20 June, 2021, 03:51

Beatles, cosa racconta “Blackbird”?

Ogni canzone ha un suo significato, per questo è importante cercare di non fermarsi all’ascolto e di approfondire -per quanto si può- le sue origini. Anche il contesto, il giorno, la società influenzano profondamente la stesura del testo di una canzone, ecco perché ognuna è solitamente a sé stante, con una storia da raccontare. La canzone cui stiamo facendo riferimento adesso è “Blackbird” dei Beatles, composta nel 1968. Questa canzone è soggetta a diverse interpretazioni, anche dallo stesso Paul McCartney, che la scrisse. C’è però, oltre tutto ciò che la caratterizza, una nota molto profonda in questo brano, che si rifà ai contesti sociali e ai pregiudizi che da sempre attanagliano l’uomo: la diversità, il raggiungimento di un’uguaglianza meramente basata sull’estetica.

A cosa stavano lavorando i Beatles durante quegli anni?

Come già puntualizzato, “Blackbird” è stata pubblicata dai Beatles nel 1968. Un periodo che potrebbe essere giudicato molto insolito, ma che quasi sicuramente fu per loro di grande ispirazione. Durante marzo-aprile del 1968 i Beatles erano in India per un corso di meditazione trascendentale. Avevano con loro solo una chitarra acustica quindi tutte le canzone furono arrangiate in questo modo. La maggior parte, non a caso, rimasero acustiche, mentre altre sono state riviste e registrate anche da sole. Confluiranno in quello che comunemente viene indicato come “The White album, il loro nono, ricordato per la sua insolita copertina: bianca e con il solo nome della band in nero. Il nome effettivo dell’album è in realtà omonimo a quello della band. Durante le registrazioni che terminarono ad ottobre, cominciarono i problemi tra i membri della band, sia per l’uscita di Ringo Starr per due settimane, sia per la sovversione della decisione di tener fuori le mogli e le fidanzate quando arrivò Yoko Ono.

Cosa racconta “Blackbird” dei Beatles?

I significati che vengono dati alla canzone sono diversi. Questo dipende anche dalle diverse letture fatte dallo stesso Paul McCartney e che tanto hanno a che vedere con il titolo. La prima spiegazione data infatti, vede Paul ispirato da un merlo che sentì cantare in India, durante quel suo soggiorno fatto insieme alla band. Ispirato da questo canto dunque, scrisse il testo. Un’altra versione però ricorda Paul in Scozia e la scrittura in questo caso sarebbe stata ispirata dalla questione razziale. La canzone inoltre, per quanto scritta da McCartney è -quasi come sempre- accreditata al duo Lennon-McCartney.

Cosa ne pensa a proposito McCartney?

Per comprendere ancora meglio la posizione dell’autore in merito, citiamo una fonte del 2002. Dopo uno spettacolo in Texas, è così che Paul commenta la sua canzone con il DJ dei KCRW:

Ho fatto alcune [letture di poesie] nell’ultimo anno circa perché ho pubblicato un libro di poesie chiamato Blackbird Singing , e quando leggevo “Blackbird”, cercavo sempre di pensare a qualche spiegazione da dire alla gente … Quindi, stavo facendo delle spiegazioni, e in realtà mi sono appena ricordato perché avevo scritto “Blackbird”. Sai, che ero stato, ero in Scozia a suonare la mia chitarra, e mi sono ricordato l’intera idea di “tu eri solo aspettare che questo momento sorgesse “riguardava, sai, la lotta dei neri negli stati del sud, e stavo usando il simbolismo di un merlo. Non si tratta proprio di un merlo le cui ali sono rotte, sai, è un po ‘più simbolico.

 

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