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Cinque canzoni rock perfette ma forse troppo lunghe

La durata delle canzoni è pur sempre fondamentale nell’ascolto. Molte, infatti, anche in passato sono state ridotte per essere passate alla radio, proprio perché una canzone troppo prolissa nei tempi, forse non è la soluzione ottimale per un ascoltatore. Sono tante le canzoni rock ad avere dei tempi abbastanza lunghi, il che da molti è considerato un aspetto positivo, altri, invece, preferiscono dei tempi molto più definiti. Ecco cinque canzoni rock che forse sarebbero dovute essere leggermente meno lunghe.

Bohemian Rhapsody – Queen

Una bellissima storia quella di Bohemian Rhapsody, una delle più chiacchierate canzoni della band. Non si può dire trattarsi di una canzone di piccolo calibro, vista anche la sua lunghezza e la sua tangenza con stili molto diversi tra di loro ma, allo stesso tempo, non può essere negata la potenza comunicativa che detiene. A renderla unica, il fatto che sia stata scelta come singolo dell’album, quando in quel periodo, le canzoni singolo scelte erano di una lunghezza media: dai due ai tre minuti circa.

Hey Jude – The Beatles

Questa canzone, scritta da Paul prima di un suo viaggio in India, si profila come una dedica al figlio di John. Pur essendo una delle canzoni più lunghe della loro discografia, Lennon non si fece molti problemi quando gli fu chiesto come avrebbero gestito i sette minuti alla radio. Disse, infatti, che essendo loro I Beatles, sarebbero riusciti a farla passare in un modo o nell’altro.

Whipping Post – Allman Brothers Band

In questo caso, abbiamo a che fare con una delle loro canzoni meglio riuscite. E’ come se i membri riuscissero a nutrirsi a vicenda, a darsi la spinta per creare qualcosa che non si riesce nemmeno bene ad incastonare in un genere preciso. Tuttavia, sebbene la durata sia notevole, non è certamente criticabile.

The End – The Doors

Si tratta di una canzone molto particolare, poiché veniva sempre lasciata “aperta” durante la scaletta dei concerti. Qui Jim cominciava a recitare delle poesie a sovrapporre delle voci, entrando quasi in un modo allucinatorio.

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Echoes – Pink Floyd

Forse Echoes è il punto di rinascita di questa band, in quanto dopo la morte di Syd Barret, pur avendo prodotto dei lavori mastodontici, qui sembrano far confluire, in questa traccia dii ventitré minuti circa, tutta la loro bravura e armonia. Lunga certamente, ma una vera e propria cesura.

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