5 canzoni per un perfetto viaggio on the road

Se ci si mette in auto per fare un lungo viaggio, che sia in vacanza con gli amici o da soli verso una propria meta, ciò di cui non si può fare a meno è, sicuramente, buona musica da ascoltare.
Questa estate, ho percorso chilometri e chilometri in macchina alla ricerca di luoghi incontaminati e selvaggi, dove il paesaggio si stendeva infinito ai miei occhi e dove è stato facile percepire come solo l’immensità della natura eguagli quella di una bella canzone.
Come entrambe ti svuotino e ti riempiano di un vago senso di completezza.
Dopo giornate come quelle tornare alla routine è difficile, ma se ascolto di nuovo quei brani, la mente inizia a viaggiare recuperandone i ricordi, con il sapore agrodolce della malinconia, che rende tutto un po’ più vero.
Così ho pensato di stilare la mia personale classifica dei cinque brani da ascoltare quando ci si mette in viaggio, per una perfetta avventura on the road:

1) Sweet home Alabama by Lynyrd Skynyrd
La prima posizione  della nostra classifica dei viaggi “on the road è occupata da questo capolavoro dei Lynyrd Skynyrd.
sonorità blues e southern rock di questo brano lo rendono adattissimo ad un’avventura on the road, con i finestrini abbassati e il volume dell’auto al massimo.
La canzone fa venire voglia di mettersi in viaggio, lungo una di quelle infinite strade che tagliano gli Stati Uniti da Est a Ovest, per trovare la propria libertà o per cantare finalmente “Lord, I’m coming home to you”. La voce sottile e graffiante del folk e la base ritmata tipica del country, lasciano la linea melodica aperta e piacevole da ascoltare. La parte vocale non predomina sulla parte strumentale ma anzi si fonde con essa, tanto da dare vita ad un brano corale, con il controcanto di voci femminili in sottofondo. L’unica che emerge, a tratti, è la chitarra elettrica che crea intermezzi più rock e blues.

Have you ever seen the rain by Creedence Clearwater Revival

Questo brano è sicuramente più cupo del primo, ma il suo sound pop-country e rock, lo rendono adatto ad un ascolto rilassato durante un viaggio, mentre magari fuori piove e ci si sente un po’ malinconici. Nonostante si sia interpretato, per anni, come una velata critica alla guerra in Vietnam, lo stesso John Fogerty ha dichiarato più volte di aver preso ispirazione dall’atmosfera di asprezza e fine che aleggiava all’interno del gruppo. La parte vocale, ruvida e aspra, non si spezza mai, ma è grave e esplode nel ritornello, con una domanda accorata e quasi implorante. Un sentore di fatalismo pervade tutto il brano ma non per questo disturba l’orecchio, anzi è capace di diffondere questo sentimento anche in chi ascolta, spingendo a riflettere e ricordare.

3) Bright lights by Gary Clark Jr.

il terzo posto della nostra classifica on the road è pervaso da molteplici matrici musicali: si va dal blues al Jazz, dal Soul al Country, fino ad arrivare al Rock and Roll. Gary Clark Jr è un’artista poliedrico, capace di coniugare lo stile ruvido e unico della sua chitarra ad una voce scura, blues ma a suo modo limpida. Sull’incipit del brano con accenti sul levare, la chitarra ha un botta e risposta incalzante con la batteria, finché non attacca la voce che prosegue sulla stessa linea melodica ritmata.
All’inizio la canzone fa venire voglia di muovere la testa a tempo ma poi, la voce soul e calda di Gary Clark sembra accompagnare l’incedere della macchina sull’asfalto, liscia e diretta alla meta. Il bellissimo assolo della chitarra, prima della ripresa della melodia principale, arricchisce lo stile blues con un rock sporco e prepotente, che ha bisogno di farsi sentire.

4) Live for better days by Ignite
Sebbene gli Ignite siano un gruppo hardcore punk e alternative rock, alla fine dell’album Our Darkest Days troviamo questo pezzo acustico davvero ben riuscito, che riesce a dare un respiro completamente diverso alla conclusione del loro lavoro. Dopo la schitarrata iniziale, la voce di Zoli Teglàs parte senza esplosioni o espedienti esibizionistici, annunciando già uno stile più rilassato e lontano dal punk hardcore di altri pezzi famosi, come ad esempio Let it Burn.
Ciò che rende questo brano godibile e adatto ad un viaggio on the road, è la possibilità di ascoltare appieno la voce vellutata e chiara del cantante, veramente rara in questo genere musicale. Il pezzo va avanti ma non galoppa e non travolge, almeno non nel modo in cui fa il punk più puro; piuttosto accompagna l’orecchio in un’atmosfera pacata, elegante e ritmata, che fa venir voglia di cantare.

5) Drive by Incubus

L’alternative rock, assieme al sound blues e country, è secondo me lo stile musicale più indicato per un viaggio in auto con il volume al massimo, mentre la strada scorre veloce e le ruote divorano un chilometro dietro l’altro. Drive è un altro di quei pezzi che sembrerebbe sotto tono rispetto allo stile alternative e rap metal degli Incubus, con una chitarra limpida e una parte vocale molto più melodica. Probabilmente ciò che lo rende piacevole è la ritmica comprensibile e facile da seguire, che non confonde l’orecchio sulla direzione da prendere, ma lo guida diritto verso la conclusione. La voce potrebbe esplodere con l’incedere della strofa verso il ritornello, invece rimane molto aperta, continuando a dare pieno respiro alle parole, così come la chitarra. La sensazione che si riceve è di un brano melodico, arioso che non involve su se stesso ma non esplode neppure, abbracciando un stile più rock adatto ai paesaggi sterminati che si estendono fuori dal finestrino della propria auto.

articolo di Giulia Prosperini per R3M.IT

Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.