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5 cover rock che suonano meglio delle canzoni originali

A chi non è mai capitato di ascoltare una canzone – eseguita da un certo artista – e scoprire poi che si trattasse di una cover? Magari un’esibizione così convincente, così sentita che suona quasi meglio dell’originale. Il mondo della musica rock è disseminato di versioni differenti, ri-arrangiamenti e cover di pezzi storici. Scopriamone in questo articolo 5 delle più famose – quasi più famose della canzone vera.

COVER ROCK PIU’ FAMOSE DELL’ORIGINALE, PER QUALE MOTIVO?

Qual è il motivo dietro il maggior successo di una cover rock rispetto alla canzone dalla quale scaturisce? Perché alcune versioni rifatte diventano più famose o suonano in modo più convincente rispetto alla fonte? I motivi possono essere tanti e nessuno esclude gli altri. Può essere una questione di qualità, quando la cover – sia a livello strumentale che a livello stilistico – è obiettivamente più bella dell’originale.

Può essere una questione di maggior fama dell’interprete o maggior spessore psicologico, conferito proprio da chi quella canzone la riproduce. Oppure si può additare il tempismo, quando la cover esce nel momento giusto in cui il pubblico è pronto a recepirla ed apprezzarla.

WHERE DID YOU SLEEP LAST NIGHT – LEADBELLY/NIRVANA

Alla fine dell’MTV Unplugged del 1993, Kurt Cobain annuncia al pubblico che eseguirà una canzone del suo bluesman preferito. Si gira poi verso gli altri membri dei Nirvana e chiede scherzosamente conferma del fatto che sia il loro bluesman preferito. Attacca poi una versione struggente e malinconica di Where Did You Sleep Last Night – brano folk americano conosciuto anche con il titolo di Black Girl e In the Pines.

La canzone viene associata maggiormente a Leadbelly appunto, alla cui versione si ispira Cobain. La cover eseguita dai Nirvana aggiunge spessore ed enfasi ad una canzone già molto scura. La voce del cantante è un crescendo di domande senza risposta, che alla fine esplodono in grida graffiate e piene di dolore.

TWIST AND SHOUT – THE ISLEY BROTHERS/THE BEATLES

Twist and Shout – presente nell’album dei Beatles Please Please Me, del 1963 – è in realtà una canzone interpretata dal gruppo statunitense dei The Isley Brothers – scritta da Phil Medley e Bert Russell. La storia dietro Twist and Shout consta poi di un ulteriore livello di accreditamento. Nel 1961 infatti Phil Spector – già molto attivo come produttore per la Atlantic Records – decide di lanciare un gruppo chiamato Top Notes proprio con Twist and Shout.

Il compositore del brano – non soddisfatto del sound e dell’approccio scelto da Spector – si offrì di produrla per un altro gruppo, gli Isley Brothers appunto, che avevano deciso di re-inciderla. Solo successivamente i Beatles inserirono la loro personale interpretazione del brano nel loro album del 1963. E come se non bastasse Bruce Springsteen ne ha fatto un cavallo di battaglia dal lontano 1973.

DAZED AND CONFUSED – JAKE HOLMES/LED ZEPPELIN

Dazed and Confused è un brano dell’artista folk Jake Holmes, reso celebre dai Led Zeppelin nel loro album di debutto omonimo. Anche Holmes aveva registrato e inciso il brano per il suo primo disco – The Above Ground Sound of Jake Holmes – pubblicato nel 1967. Come per tutte le altre tracce, nemmeno in questa sono presenti le percussioni.

Prima dell’iconica versione dei Led Zeppelin, Dazed and Confused venne ripresa anche da un’altra band. Gli Yardbirds infatti – gruppo nel quale suonava Jimmy Page – rimasero talmente colpiti da un’esibizione di Holmes nel 1967, da voler fare una loro personale versione del suo brano. Dopo lo scioglimento della formazione – nell’anno successivo – il chitarrista mise di nuovo mano a Dazed and Confused assieme ai Led Zeppelin.

ALL ALONG THE WATCHTOWER – BOB DYLAN/JIMI HENDRIX

All Along the Watchtower è una canzone originale di Bob Dylan, che il cantautore scrisse per l’album John Wesley Harding, nel 1968. Il brano è diventato un tale classico che moltissimi artisti hanno deciso di darne una propria, personale interpretazione. La cover probabilmente più nota di All Along the Watchtower, è quella eseguita da Jimi Hendrix.

Mentre la versione di Dylan è molto semplice – arricchita quasi unicamente dall’armonica – la versione del chitarrista è allucinata, psichedelica. Hendrix ha infatti messo mano alla canzone cambiandone la tonalità e modificando leggermente gli accordi. La sua cover è così convincente e famosa che la rivista Rolling Stone ha inserito All Along the Watchtower al 48° della classifica delle 500 migliori canzoni della storia, a nome di Jimi Hendrix.

HURT – NINE INCH NAILS/JOHNNY CASH

La ballata lenta e malinconica interpretata dal grande Johnny Cash, altro non è che un singolo del gruppo dei Nine Inch Nails. Presente nell’album del 1994 – The Downward Spiral – la canzone è stata ripresa e interpretata da moltissimi cantanti. Oltre a Cash sono note anche le versioni di Eddie Vedder e di Leona Lewis.

Johnny Cash esegue una cover di Hurt nel 2002 e cambia anche un verso della canzone. I Wear this Crown of Shit diventa I Wear this Crown of Thorns. Non solo per eliminare il linguaggio volgare del testo originale, ma anche per fare riferimento alla profonda devozione religiosa di Cash. Quando venne chiesto all’autore di HurtTrent Reznor dei Nine Inch Nails – cosa ne pensasse dell’iniziativa del cantautore, egli si disse preoccupato. Ma – una volta ascoltata la cover – confessò: “Non è più la mia canzone, è diventata la sua”.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.