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5 rockstar che hanno vissuto una vita di eccessi

Sesso, droga e rock ‘n’ roll è un detto che ormai è entrato nella cultura di massa, nel vivere comune. Lo si cita, lo si proclama per dimostrare il proprio cameratismo ad uno stile di vita sregolato e da artisti. Eppure – se preso alla lettera in modo eccessivo – rischia di danneggiare più che di glorificare. Ne sono un esempio tutte le rockstar che – attratte soprattutto dal secondo fattore del motto – hanno sviluppato gravi dipendenze da droga e alcol. Scopriamo in questo articolo i cinque artisti che hanno vissuto una vita piena di eccessi. 

Elvis Presley: farmaci e cibo spazzatura

Iniziamo con il Re del rock ‘n’ roll. Padrino indiscusso di tutto un filone musicale che – artisti e band dopo di lui – prenderanno e svilupperanno. Elvis Presley amava condurre la propria vita tra eccessi, sregolatezze e tradimenti. Nonostante sia passato alla storia per il suo grande amore per Priscilla Presley – che comunque rimase l’unica donna alla quale si sia mai legato – Elvis non riuscì ad esserle fedele. Tuttavia, dopo l’allontanamento e il divorzio da lei, il cantante entrò in una spirale depressiva dalla quale non riuscì più a uscire. Buona parte della critica imputa all’addio della moglie l’incremento del suo abuso di farmaci e antidepressivi. Non solo medicinali tuttavia, perché si dice che Elvis consumasse così tanta Pepsi che se la faceva recapitare a casa direttamente dal container della famosa bevanda.

Durante le giornate del suo periodo più buio si cibava di un sandwich – lungo circa trenta centimetri – farcito di bacon, burro d’arachidi e marmellata. Si calcola che ogni panino avesse un apporto calorico di circa 42.000 calorie. Oltre a questo, va aggiunta la smodata e esorbitante quantità di farmaci che Elvis si faceva prescrivere regolarmente dai medici che lo seguivano. Psicofarmaci, sonniferi, diazepam, codeina, stimolanti, ansiolitici, antidolorifici e analgesici, barbiturici e ossicodone – solo per dine alcuni. Secondo le stime dal Gennaio all’Agosto del 1977, Elvis consumò qualcosa come 8.000 tra pillole, gocce e iniezioni.

Lemmy Kilmister: jack, cocaina e speed

Lemmy Kilmister merita sicuramente di rientrare in questa classifica data la routine – a dir poco pericolosa – in base alla quale conduceva le proprie giornate. Per oltre 40 anni il fondatore dei Motorhead consumò quotidianamente smodate quantità di Jack Daniel’s, cocaina e speed, oltre a tantissime sigarette. Un tempo lunghissimo, se si pensa che il sopracitato Elvis si abbandonò agli abusi solo negli ultimi mesi della sua vita. Secondo il suo manager personale, sebbene Lemmy si fosse moderato prima di morire, continuava a bere almeno due bottiglie di vino al giorno. “Per quanto riguarda gli effetti della speed sulla salute mentale, la psicosi da anfetamine è nota – dicono gli esperti – Per non parlare della combinazione Jack e coca, che contiene moltissimi zuccheri”.

David Bowie: cocaina, latte e peperoni

David Bowie non ha fatto mai segreto del periodo più buio e desolato della sua vita. Anni in cui era talmente annebbiato dalla cocaina, da non ricordarsi praticamente nulla. All’epoca risalgono le sue dichiarazioni – a dir poco controverse – su Hitler, che gli attirarono sdegno e critiche generali. Il cantante dichiarò che – secondo lui – il dittatore fosse la prima rockstar del mondo. Salvo poi ritrattare tutto e spiegare che, all’epoca della sua dipendenza, non era davvero molto in sé. Secondo il biografo David Buckley – autore del libro Strange Fascination, David Bowie: the definitive story – nel 1976 la dieta del cantante era composta solo di cocaina, latte e peperoni rossi. “Mentre lavorava al seguito di Young Americans, Bowie stava chiuso in casa con una montagna di cocaina di prima qualità sul tavolino di vetro” scrive Buckley.

“La cocaina è un anoressizzante, quindi ha senso che mangiasse solo latte e peperoni rossi – dicono gli effetti – la coca lo aiutava a mantenere una dieta strettissima. Se esageri una volta possono venire ansia, paranoia e allucinazioni. Ma se ne prendi più grammi al giorno è quasi inevitabile che ad un certo punto avrai allucinazioni paranoidi”. Fortunatamente questo regime è durato poco per David Bowie – il tumore ai polmoni è stato infatti conseguenza delle sigarette.

Keith Richards, di tutto e di più

Come non citare Keith Richards nella lista delle rockstar con le più gravi dipendenze da alcol e droghe. Sebbene tutti i componenti dei Rolling Stones siano noti per aver ceduto – ripetutamente e per molti anni – ai piaceri delle donne, delle sostanze stupefacenti e dell’alcol, nessuno batte Keith. Molte cose sono state dette sulla routine del chitarrista, molte leggende metropolitane passano di bocca in bocca lasciando esterrefatti. Due in particolare sono rimaste impresse nella cultura di massa. La prima, che vede Richards protagonista di una trasfusione totale di sangue per purificare il proprio organismo dalle troppo sostanze immesse. La seconda – che ha dell’inverosimile ma è stata diffusa dal musicista stesso – secondo la quale avrebbe sniffato le ceneri di suo padre.

Slash, cocaina e eroina

Sebbene il chitarrista dei Guns n’ Roses sia pulito da tempo, c’è stato un periodo in cui era solito distruggere camere d’albergo e compiere gesti scellerati. Slash amava infatti spendere tutti i guadagni realizzati con la band per acquistare spropositate quantità di eroina e cocaina. Durante i primi anni ’90, dopo aver abusato di una dose veramente eccessiva di sostanze, iniziò a sostenere di essere inseguito da un alieno con le fattezze di Predator. Il musicista iniziò a correre per l’hotel nel quale si trovava, usando una malcapitata cameriera come scudo per non essere ucciso dal mostro. Ma ben peggiore di questo, fu quella volta in cui Slash pensò bene di acquistare un leone di montagna e di tenerlo come animale da compagnia – sempre in una camera d’albergo. La questione si risolse solo con la cattura dell’animale selvatico.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.